SENZA FACCIA
SENZA FACCIA (Ricordo da un racconto di Bicefalo) Il Presidente della Repubblica aveva il diritto di rifiutare la sua firma alla pubblicazione dei decreti e delle leggi incostituzionali. Il difficile, però, stava nel potere (e nel non volere) colpire gli atti incostituzionali di un governo che formalmente agiva nella legalità ma sostanzialmente si metteva sotto i piedi la Costituzione, la legge, la civiltà e la coscienza. A cosa serviva una Costituzione se proibiva la serrata quando c'era la Celere per proteggere gli industriali che serravano le fabbriche e sparavano sugli operai che ne reclamavano la riapertura? A che serviva una Costituzione che proclamava la libertà di sciopero quando si sparava addosso a chi scioperava? La legge riteneva reato l'apologia del fascismo, e, invece, si lasciavano pubblicare giornali, riviste, libri, trasmissioni televisive che, sfacciatamente redatte e dirette da incoscienti che si definivano fascisti, davano la sensazione di vivere nuovamente...