SENZA FACCIA
SENZA FACCIA
(Ricordo da un racconto di Bicefalo)
Il Presidente della Repubblica aveva il diritto di rifiutare la sua firma alla pubblicazione dei decreti e delle leggi incostituzionali. Il difficile, però, stava nel potere (e nel non volere) colpire gli atti incostituzionali di un governo che formalmente agiva nella legalità ma sostanzialmente si metteva sotto i piedi la Costituzione, la legge, la civiltà e la coscienza. A cosa serviva una Costituzione se proibiva la serrata quando c'era la Celere per proteggere gli industriali che serravano le fabbriche e sparavano sugli operai che ne reclamavano la riapertura? A che serviva una Costituzione che proclamava la libertà di sciopero quando si sparava addosso a chi scioperava? La legge riteneva reato l'apologia del fascismo, e, invece, si lasciavano pubblicare giornali, riviste, libri, trasmissioni televisive che, sfacciatamente redatte e dirette da incoscienti che si definivano fascisti, davano la sensazione di vivere nuovamente a quei tempi in cui ogni giorno dovevamo vedere lui, il buffone, vestito da maresciallo, sorridente, con le mani sui fianchi; lui, il pagliaccio, a cavallo, in aeroplano, al volante o a petto nudo al mare di Riccione o con il covone di grano. Nel mio libro di storia c'era meno di un rigo, una semplice segnalazione di nome e cognome, per il volgare avventuriero che per ventitré anni si prestò a servire gli strati più retrivi e sanguinari della nazione. Ebbene: lui, il mascalzone, tornava ad essere presentato come un genio; ce lo paragonavano a Giulio Cesare e Napoleone, anzi facevano in modo di farlo apparire superiore ad essi, tant'è che i governanti, con gli occhi al cielo guardanti, ne imitavano le posture e facevano decreti e leggi che gettavano alle ortiche la Costituzione.
-Renzo Mazzetti- (Mercoledì 14 Agosto 2024 h.09,43)
[LEGALITA']
Non basta che gli atti
illegalidel governo siano approvatida una maggioranza per
divenirelegali e permessi.
-Giuseppe Zanardelli-
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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