Post

IL RITORNO DEGLI STRACCIONI

 mercoledì, 7 febbraio 2018 IL RITORNO DEGLI STRACCIONI Crispi aveva bisogno di accontentare anche sul piano della politica estera i monarchici e gli interessi dell’industria pesante. Il governo, nonostante le miserevoli condizioni di bilancio e la mancanza di qualsiasi attrezzatura bellica, era disposto ad affrontare la rischiosa avventura bellica pur di tentare la conquista di un pezzo di terra africana e partecipare almeno alla spartizione delle ultime briciole del banchetto coloniale a cui le nazioni più ricche si erano rimpinzate da gran tempo. Per iniziare la criminosa avventura africana, Crispi colse l’occasione di un conflitto con l’Abissinia e con misera leggerezza si illuse che l’Abissinia si sarebbe lasciata assorbire dall’Italia come un uovo. Alla guerra d’Africa era decisamente contraria la grandissima maggioranza dell’opinione pubblica, formata dagli strati popolari, dalla borghesia, e, in genere, da quanti non avevano interessi politici ed economici, diretti o in...

RISO E SORRISO

  martedì, 6 febbraio 2018 RISO E SORRISO Il riso abbonda sulla bocca degli stolti, recita un detto popolare. Una risata vi seppellirà, l’auspicio anarchico contro le classi dominanti. Sorriso è l’atteggiamento delle labbra in un riso silenzioso e misurato, espressione di sentimenti e reazioni varie: sorriso dolce, malizioso, ironico. Dante (penso all’ignorante semplificazione) : S’ io fui del primo dubbio disvestito per parolette brevi… . Con la Celeste Orchestra, Bertoli canta: Canterò le mie canzoni per la strada/ ed affronterò la vita a muso duro/ un guerriero senza patria e senza spada/ con un piede nel passato/ e lo sguardo dritto e aperto nel futuro… . (Ricordo da un racconto di Vasco ). QUANDO IL KURDISTAN SARA’ UNITO Quando un giorno il Kurdistan sarà unito -certo quel giorno verrà- tornerà nei villaggi l’arte antica, l’antica conoscenza. I giovani della patria uniranno questa terra da Kermanshah fino a Urmia e anche Jezira, Kanaquin e le terre di Ur. Forti si alzera...

ANTICOMUNISMO

lunedì, 5 febbraio 2018 ANTICOMUNISMO In Italia essere anticomunisti significa rinnegare le origini della Carta Costituzionale della Repubblica democratica nata dalla Resistenza *. Un esempio, tra quelli innumerevoli, è Luigi Longo: Patriota comunista, eroico antifascista, decorato dal generale americano Mark Clark, a nome del Presidente degli Stati Uniti, con la seguente motivazione: Egli lanciò il grande peso del potente partito del quale era un dirigente nella battaglia per la liberazione del suo paese. Con tutte le sue forze si prodigò per l’unificazione dei gruppi antifascisti e antitedeschi, consentendo la formazione di un unico fronte di lotta contro il comune nemico. Firmato: Henry Truman. Altro esempio, tra quelli innumerevoli è Umberto Terracini Presidente dell’Assemblea Costituente, per non parlare di Antonio Gramsci e di Palmiro Togliatti, ecc.. Falsificare la storia equiparando il fascismo al comunismo italiano significa, non solo falsificare la storia, ma commettere u...

MACABRE RADICI

domenica, 4 febbraio 2018 MACABRE RADICI Il fascismo italiano ha le sue radici negli squilibri sociali ed economici che l’Italia aveva ereditato da tutto il suo passato e dal modo col quale si era venuta costruendo come Stato unitario e moderno. Ma queste contraddizioni diventano esplosive con la guerra del 1915-18, nel contesto della crisi e del profondo e diffuso malcontento, non solo degli operai e dei contadini ma anche del ceto medio, che la guerra aveva lasciato dietro di sé e che non trovò sbocchi in soluzioni democratiche che potessero costituire un superamento del vecchio ordinamento liberale. Il fascismo sorse a Milano nel Marzo 1919 facendo proprie demagogicamente le inquietudini del ceto medio, la sua crisi politica, morale ed economica: il programma fascista di quei primi anni con le roboanti prese di posizioni anticapitalistiche, antimonarchiche, anticlericali e antiproletarie è espressione dello stato d’animo del ceto medio, respinto ai margini della vita democratica...

LA CONSUNZIONE

sabato, 3 febbraio 2018 LA CONSUNZIONE A Pierre Loti la letteratura deve le pagine più manierate e melense sull’Oriente. In mille salse Egli ha condito la patetica storia della fanciulla indigena (turca come Aziadé, o cinese, o giapponese), tenera e sensibile, che si innamora dell’ufficiale europeo, bello, rude e civilizzatissimo, con dramma finale: partenza e oblio di lui, consunzione e morte per lei. Oltre che i romanzi di Loti, ci sono stati i grossi polpettoni di avventure a parlare dell’Oriente al pubblico occidentale: polpettoni a base di misteri della giungla, di sette di strangolatori, di pirati. Ma qui almeno c’era un gusto dell’avventura e un’Asia un po’ più viva che non nel vuoto compiacersi di un esotismo da salotto. Contro questo esotismo da salotto che giova a spandere nebbia sugli sfrenati appetiti coloniali insorge il poeta che con estrema veemenza mostra com’è veramente l’Oriente, popolato di persone che vogliono spezzare le loro secolari catene. ( Meditazione su:...

SOPRA IL MONDO

 venerdì, 2 febbraio 2018 SOPRA IL MONDO La morte non è nulla di interessante per noi, perché quando noi siamo vivi la morte non c’è; quando la morte c’è non ci siamo più noi, diceva Epicuro. “I poeti sono tutti immortali/ pochi lo restano dopo morti”, scriveva Bicefalo in Pietre risorte poesie* e “arríveremo un giorno/ vecchi ma felici/ per la libertà/ della nostra morte”, in I versi del mio vivere* con Arriveremo. Senza tentare di eludere la morte con un sofisma, la considerazione della morte può valere da premessa e da stimolo ad una vita più operosamente vissuta, quando essa significhi serena consapevolezza e accettazione della nostra finitezza. La singola persona che sa di non poter godere di una immortalità soprannaturale, sarà spinta a cercare e a guadagnarsi l’unica immortalità concreta, storica, terrena cui può aspirare; si proietterà, oltre i limiti dell’esistenza terrena, nel ricordo dei propri cari e conoscenti e, operando nella società con proprie creazioni e lavor...

TRAPPOLA MORTALE

giovedì, 1 febbraio 2018 TRAPPOLA MORTALE Nel palazzo vicino alla stazione ferroviaria di San Romano abitava il proprietario con la famiglia. Al piano terra affittava al Comune le aule della scuola elementare. Da soli e a piedi, gli alunni partivano dalle loro case in fondo via Giuncheto (rinominata via Antonio Gramsci) e, passo passo che si avvicinavano, ingrossavano la pattuglia di alunni nella breve marcia. All’andata, sospinti dal vento di Tramontana, arrivavano senza problemi. Al ritorno si piegavano fino a che la testa, diventata ariete, avanzava contro il tagliente freddo vento, portando tutto il corpo nelle case al sicuro sotto le ali delle mamme. Poi, dopo l’ultima classe della quinta elementare, tutto fu trasferito nella nuova scuola e i locali trasformati in una banca. Il piano terra (senza neppure un ragno) diventava una grande ragnatela, una trappola mortale. (Ricordo da un racconto di Rita ).   LIBRI BRUCIATI   Libri e giornali bruciati vivi   Partiti ...