LA CONSUNZIONE

sabato, 3 febbraio 2018

LA CONSUNZIONE

A Pierre Loti la letteratura deve le pagine più manierate e melense sull’Oriente. In mille salse Egli ha condito la patetica storia della fanciulla indigena (turca come Aziadé, o cinese, o giapponese), tenera e sensibile, che si innamora dell’ufficiale europeo, bello, rude e civilizzatissimo, con dramma finale: partenza e oblio di lui, consunzione e morte per lei. Oltre che i romanzi di Loti, ci sono stati i grossi polpettoni di avventure a parlare dell’Oriente al pubblico occidentale: polpettoni a base di misteri della giungla, di sette di strangolatori, di pirati. Ma qui almeno c’era un gusto dell’avventura e un’Asia un po’ più viva che non nel vuoto compiacersi di un esotismo da salotto. Contro questo esotismo da salotto che giova a spandere nebbia sugli sfrenati appetiti coloniali insorge il poeta che con estrema veemenza mostra com’è veramente l’Oriente, popolato di persone che vogliono spezzare le loro secolari catene. (Meditazione su: Pierre Loti. Almanacco di cultura e varietà 1952. Il Calendario del Popolo. L. 120.).

PIERRE LOTI
 Mistero, rassegnazione, fortuna!
 Gabbie, serragli, carovane, cascate!
 Avanti i sultani
 avanti le naiadi
 che danzano sui piatti d’argento!
 Maharagià, pascià,
 gente da mille e una notte.
 Sembra che chitarre di madreperla
 pendano dai minareti.
 Donne truccate ricamano
 coi loro piedi una danza.
 E da lontano, nel vento,
 preti dalle barbe verdi
 salmodiano il loro Corano!
 Ecco, ecco l’Oriente
 come l’ha visto il poeta francese,
 l’Oriente puro e semplice
 che si legge nei libri
 stampati a milioni di copie!
 Ma dove l’ha visto
 un simile Oriente?
 Né ieri, né oggi e né domani
 può esistere un Oriente come questo.
 Oriente, sole che s’alza,
 terra o lava dove gli schiavi nudi
 crepano di fame.
 Oriente, triste paese
 paese di tutti
 rubato agli orientali!
 O Asia, granaio d’Europa,
 Asia ricca di tutto
 granaio pieno di grano,
 Asia, guarda i tuoi cinesi,
 i cinesi che chiedono il pane
 come gialle candele
 i cinesi aggrappati con le unghie
 ai bordi delle navi americane!
 E lassù, guarda sui monti
 più alti dell’Himalaya:
 gli ufficiali inglesi
 fanno festa col jazz!
 E in basso
 bagnano i loro piedi dalle unghie nere
 nel Gange dove i paria gettano i morti
 scannati dalla disperazione!
 In Anatolia non è deverso:
 l’Anatolia è diventata la terra
 dove Armstrong intona i suoi blues!
 Ma l’Asia ne ha abbastanza
 l’Asia è stanca di questo,
 l’Oriente non può più inghiottire
 questa zuppa dolciastra
 e anche se uno di voi, domani,
 potesse dar vita al nostro paese
 morto di fame
 se ne vada subito
 e costui è un borghese!
 E anche e soprattutto tu, Pierre Loti,
 dovrai andartene coi tuoi bacilli di tifo
 che in te nutristi per avvelenare
 il nostro paese.
 Sei più staccato da noi
 dell’ufficiale francese che dimenticasti.
 E come una puttana
 hai scordato la tua Aziadé
 dagli occhi d’uva!
 Hai mentito, Loti, e menti ancora
 hai fatto bombardare
 come un bersaglio di legno
 la stessa tomba di Aziadé
 che tu piantasti in noi, che tu piantasti
 nel mezzo del mio cuore.
 Che si sappia, se qualcuno l’ignora,
 che tu, Loti, sei un ciarlatano,
 un ciarlatano che vende in Oriente
 i marci tessuti francesi
 aumentati del 500 per cento!
 Non sei che un vecchio porco borghese
 Pierre Loti!
 Se potessi credere
 a un’anima staccata dalla memoria
 il giorno in cui l’Oriente sarà libero
 prenderei la tua anima
 e la inchioderei nel basso-ponte
 e fumerei una sigaretta
 di fronte alla tua anima sporca…
 Sentite, fratelli, questa è la mia mano.
 liberazione
 Queste sono le nostre mani
 abbracciatevi, proletari d’Europa!
 Noi cavalcheremo fianco a fianco
 sui nostri rossi cavalli
 la meta è là, è vicina,
 vicina. Ascoltate,
 ascoltatemi. I giorni che ci dividono
 dalla libertà sono contati!
 Già da lontano viene
 la Resurrezione dell’Oriente
 che sventola un fazzoletto
 sporco di sangue!
 Guardate i nostri bei cavalli,
 udite i loro zoccoli duri
 battere sulla pancia schifosa
 dell’imperialismo…
 -Nazim Hikmet-

Vedi:

 PER I MARTIRI DI PIAZZALE LORETO (22 Gennaio 2018)



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