COSTITUZIONE VECCHIA MODERNA DA ATTUARE
COSTITUZIONE VECCHIA MODERNA DA ATTUARE
-Raccolta di poesie di Renzo Mazzetti-
(Lunedì 23 Febbraio 2026 h.07,59)
TOGHE
LIBERE
Piaceva,
nel tenebroso tempo
di
lutti immani e sofferenze
di
torture e brutali assassini,
il
Tribunale Speciale che vestiva
la
divisa della camicia nera,
quella
che colpiva da una parte
contro
quella antifascista che lottava
per
la libertà e per la democrazia
per
l'onore della Patria vilipesa.
Le
toghe libere e incolori
(liberate
dalla Liberazione),
vanno
bene quando archiviano
la
criminale apologia fascista;
vanno
male (pur fino al terzo giudizio),
se
perseguono la corruzione politica,
la
collusione mafiosa e gli avventurieri.
Ai
miei tempi, esclama il nero apologista,
i
nostri Tribunali Speciali... condannavano,
condannavano
senza pietà, invece oggi …
oggi
son tutti uguali ... e, astioso e maligno:
ciancia
di toghe rosse... invoca le toghe nere.
-Renzo Mazzetti- (8 Maggio 2019)
PROPORZIONALE
SALVA SOCIETA'
Negli anni duemila la politica ripugna
Falsifica la democrazia e la libertà
L'onorevole parlamentare deforma
Casta ricca tecnocratica impera.
Lo scriteriato maggioritario squilibra
Rovina rapporti economia finanza
Distrugge serena convivenza
Le urne diserta.
Il puro proporzionale salva società
Giustizia Libertà Democrazia
Dignità Fiducia Partecipazione
Il Saggio leale confronto: governabilità.
-Renzo Mazzetti-
(Venerdì 6 Dicembre 2013 h.14,34)
REVISIONISTI EVERSIVI DUCETTI
I lavoratori che rifiutano l’impegno
Rafforzano il potere della furfanteria.
Infidi eletti da pochi son diventati ducetti
Revisionisti riformisti moderati liberisti.
Com’è bella la campagna elettorale
Senza tanti concorrenti rompicoglioni.
Due schieramenti uno di qua l’altro di là
Un’incazzatura con qualche parolaccia.
Orali scaramucce balordaggine farsa
La parvenza democratica è garantita.
Il padrone è più ricco e ancor più soddisfatto
Il lavoratore è più povero oppresso e disperato.
-Renzo Mazzetti- (Sabato 18 Novembre 2023)
(Ricordo da un racconto di Irina)
Facevano ribrezzo,
stimolavano una violenta impressione morale di repulsione e di schifo,
quei cervelloni intellettuali vagabondi;
poveri pappagalli di destra “conservatori” e di sinistra “progressisti”
che parlavano ripetendo la stessa vergognosa solfa, la stessa nenia, la stessa lagna.
Poveri intellettuali interclassisti eversivi dell’ordine costituzionale.
Tutti quei cervelloni all’ammasso,
servi della dominazione oppressiva del sistema economico,
recitavano lo stesso copione:
riformare completamente la Costituzione della Repubblica democratica.
Povera Italia che già era stata riformata a pezzi
e resa inabile alla partecipazione popolare
perché ogni regione si era fatta una propria legge elettorale, così i comuni,
così per eleggere i deputati e i senatori,
creando una grande confusione istituzionale.
Grande confusione nelle leggi elettorali con le criminali “soglie di accesso”
e le regole complicate per cui non partecipava,
poco più o poco meno, la metà degli elettori.
Tutti parlavano di semplificare
invece complicavano e facevano grande confusione
così tanta da allontanare la partecipazione degli elettori.
Prima, con la vecchia Costituzione,
ancora nuova con l’anima inapplicata e parti fondamentali ancora da attuare,
soltanto una insignificante minoranza non partecipava,
quasi tutti andavano a votare,
e tutti si sentivano degnamente rappresentanti.
-Renzo Mazzetti- (Domenica 22 Febbraio 2026 h.12,21)
PROPORZIONALE
SALVA SOCIETA' (DUE)
(Ricordo
da un racconto di Tirella)
Conforme alla Democrazia il giusto Proporzionale
instaura una relazione sincera
e svolge la funzione convenientemente equilibrata;
adeguato e schietto non mischiato,
candidamente aperto nulla guasta e nulla corrompe;
leale, mantiene i propri obblighi
con sincerità e attaccamento all'onore;
fedele alle promesse;
la politica nel rapporto direttamente proporzionale
ritorna l'arte della governabilità possibile,
stimola relazioni umane sincere,
migliora i rapporti fra elettori ed eletti,
resuscita la saggezza.
-Renzo Mazzetti-
(Venerdì 6 Dicembre 2013 h.14,34)
(Ricordo da un racconto di nonna Teresina)
Pianificazione capitalistica?
Si tratta di far credere che la pianificazione dell'economia
è possibile nel regime capitalista,
e che sarebbe possibile evitare crisi,disoccupazione e miseria
organizzando il capitalismo in se stesso,
sottoponendo il suo sviluppo ad un piano pubblico
per l'interesse generale della nazione.
Ma, qualsiasi politica economica per far fronte
alla difficile situazione nella quale si trova sprofondato il nostro paese
non migliora le condizioni di vita del popolo e i salari reali sono troppo bassi,
la disoccupazione aumenta, si aggrava la situazione finanziaria,
gli investimenti produttivi sono insufficienti di fronte ai bisogni. Perché?
La nostra economia è basata sulla proprietà privata dei mezzi di produzione
e di conseguenza sulla fondamentale opposizione di due classi:
la classe operaia e la classe capitalista.
Per porre rimedio a ciò, la Costituzione recita:
L'iniziativa economica privata è libera,
non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale
o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana;
la legge determina i programmi e i controlli opportuni
perché l'attività economica pubblica e privata
possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali, eccetera.
Il capitalista rifiuta la pianificazione degli investimenti,
non collabora con il governo, sfrutta e danneggia l'economia nazionale…
Albertino fa una pausa, scartabella tra i suoi appunti,
guarda l'orologio e dice che si è fatto troppo tardi.
Compito a casa: a) Studio della Costituzione nella parte “Rapporti economici”.
b) Proponi una tua idea per la programmazione economica.
Compagne e compagni, buonanotte.
-Renzo Mazzetti-
(Venerdì 14 Dicembre 2018 h.08,09)
LA
NOSTRA COSTITUZIONE E’ RIGIDA
(Ricordo da un racconto di Vasco)
Il carattere rigido della Costituzione italiana
fu esplicitamente voluto dalla Assemblea Costituente
allo scopo di sottrarre la legge fondamentale dello Stato
al pericolo di un destino analogo a quello, inglorioso,
del vecchio Statuto albertino
che essendo flessibile poté essere agevolmente manomesso.
Questa stabilità costituzionale deve essere affermata e difesa
contro i propositi dell’attuale partito dominante di rivedere,
di ritoccare, la nostra Costituzione; in parole più chiare:
di levarsi dai piedi questo grosso ostacolo
alla attuazione dei suoi piani di fascistizzazione.
Propositi revisionisti tanto più assurdi in quanto la Costituzione,
entrata in vigore il 1° Gennaio del 1948,
è ben lungi dall’essere realizzata,
anzi molta parte di essa è tuttora lettera morta,
sia per quel che riguarda le affermazioni di principio
che le norme particolari.
La logica veramente democratica
vorrebbe che prima si attuasse integralmente la Costituzione
e poi si ponesse il problema della revisione
in conformità con l’evolversi della situazione sociale e politica del paese.
La Costituzione prevede la possibilità di revisione con regole ben precise,
ma le regole per la revisione erano inerenti alla elezione di Senato e Camera
con legge elettorale proporzionale pura (una testa un voto), per cui,
la revisione oggi con quelle stesse regole, non è corretta,
ma fanno finta che lo sia per attuare l’involuzione reazionaria,
tra l’altro già da tempo in atto per la legge elettorale maggioritaria
aggravata dalle criminali soglie di accesso,
legge maggioritaria e soglie d’accesso
che sono la causa principale per cui va a votare,
poco più o poco meno, soltanto la metà degli elettori.
La revisione della Costituzione è diventata troppo facile
e fatta da pochissimi rappresentanti del popolo,
troppo facile, di una “facilità eversiva”
per l’avvenuta accoglienza della famiglia reale,
e per i continui tentativi di mettere fuori legge l’Antifascismo.
-Renzo Mazzetti- (Sabato 18 Novembre 2023 h.19,37)
(Ricordo da un racconto di Vasco)
Il carattere rigido della Costituzione italiana
fu esplicitamente voluto dalla Assemblea Costituente
allo scopo di sottrarre la legge fondamentale dello Stato
al pericolo di un destino analogo a quello, inglorioso,
del vecchio Statuto albertino
che essendo flessibile poté essere agevolmente manomesso.
Questa stabilità costituzionale deve essere affermata e difesa
contro i propositi dell’attuale partito dominante di rivedere,
di ritoccare, la nostra Costituzione; in parole più chiare:
di levarsi dai piedi questo grosso ostacolo
alla attuazione dei suoi piani di fascistizzazione.
Propositi revisionisti tanto più assurdi in quanto la Costituzione,
entrata in vigore il 1° Gennaio del 1948,
è ben lungi dall’essere realizzata,
anzi molta parte di essa è tuttora lettera morta,
sia per quel che riguarda le affermazioni di principio
che le norme particolari.
La logica veramente democratica
vorrebbe che prima si attuasse integralmente la Costituzione
e poi si ponesse il problema della revisione
in conformità con l’evolversi della situazione sociale e politica del paese.
La Costituzione prevede la possibilità di revisione con regole ben precise,
ma le regole per la revisione erano inerenti alla elezione di Senato e Camera
con legge elettorale proporzionale pura (una testa un voto), per cui,
la revisione oggi con quelle stesse regole, non è corretta,
ma fanno finta che lo sia per attuare l’involuzione reazionaria,
tra l’altro già da tempo in atto per la legge elettorale maggioritaria
aggravata dalle criminali soglie di accesso,
legge maggioritaria e soglie d’accesso
che sono la causa principale per cui va a votare,
poco più o poco meno, soltanto la metà degli elettori.
La revisione della Costituzione è diventata troppo facile
e fatta da pochissimi rappresentanti del popolo,
troppo facile, di una “facilità eversiva”
per l’avvenuta accoglienza della famiglia reale,
e per i continui tentativi di mettere fuori legge l’Antifascismo.
-Renzo Mazzetti- (Sabato 18 Novembre 2023 h.19,37)
VIRUS
DEMOCRAZIA DEVIATA
(Ricordo
da un racconto di Rita)
“Nella
democrazia
in
cui ci si appellava invano al pragmatismo
e
“il buon senso” era una ideologia impraticata,
la
violenza economica, con ingiustizie e disuguaglianze,
dominava
sui cittadini
sempre
di più esclusi dalla partecipazione attiva alla politica
e
ridotti a nullatenenti consumatori di prodotti.
I
pescatori siciliani
erano
abbandonati nelle mani dei rapinatori libici,
l'Europa
vedeva con parzialità i crimini contro l'umanità,
esempio
tra gli esempi,
non
vedeva la tragedia dei palestinesi,
ma
interveniva fortemente contro i governi fuori dalla propria cerchia
e
addirittura votava il sostegno agli oppositori e fomentava le
ribellioni.
Chissà
come e perché ritornava in mente
la
comica votazione del nostro parlamento che,
per
difendere un tizio famoso dell'epoca,
votò
per certificare che una certa signora
era
la nipote di un capo straniero.
La
democrazia era indebolita,
pochi
partecipavano attivamente alla politica organizzata
e
pochissimi partecipavano alle elezioni,
ma
cosa importava?
Corte,
cortigiani e affini giocavano alla democrazia,
sportivamente
si divertivano e vivevano senza pensieri.
Con
diverse leggi elettorali
(fatte
su misura e soglie d'accesso)
per
le votazioni comunali, regionali e nazionali,
avevano
creato la disuguaglianza politica
e
minato l'unità nazionale.
L'Italia
era martoriata
dalla
propaganda per le continue sfide elettorali,
in
cui gli elettori venivano allontanati
per
gli spettacoli miserevoli dei politicanti
e
dei candidati di professione.
Con
la revisione continua della Costituzione
ci
si avviava alla sua archiviazione perché ritenuta vecchia.
Si
pensava di fare una nuova Costituzione con principi moderni
e
cancellare quelli antichi
per
superare il sistema dei partiti democratici,
cancellare
l'antifascismo e ritornare all'uomo forte,
revisionare
la libertà, riformare la democrazia
e
imporre le soglie per la partecipazione,
costruire
scale per una uguaglianza diversificata in base al censo,
sottomettere
la giurisprudenza al potere politico,
la
giustizia sociale sostituita dalla competizione individuale
e
dalla concorrenza del sistema mercato,
riformare
l'autonomia e l'equilibrio tra le istituzioni dello Stato,
abbattere
l'unità nazionale con le regioni Stato.
Tutto
ciò, perché?
Nonostante
tutto il cattivo bisognava
(rischiando
concretamente la distruzione totale)
che
il mondo ritornasse molto indietro, perché?
Nonostante
tutto il male,
gli
elementi di socialismo giovinezza del mondo,
(dovuti
allo sviluppo esaurito del capitalismo),
la
società poteva evolversi,
progredire
verso una organizzazione economica superiore,
più
umana.
Perciò,
di fatto:
Prima
vennero le elezioni dirette dei sindaci,
poi
dei presidenti (governatori) delle regioni,
poi
la elezione diretta
del
Presidente del Consiglio dei ministri
e
del Presidente della Repubblica;
poi
arrivò il ritorno della Monarchia
sulla
penisola e isole comprese,
e
il popolo ritornò suddito e bruto,
povero
e ignorante
perché
l'istruzione dei giovani,
il
sapere,
l'arte
e la bellezza
costavano
troppo”.
-Renzo
Mazzetti- (23 Settembre 2020)
POTERE
A
BRACCIA
E PENSIERO
(Ricordo
da un racconto di Therios)
Un
tempo si credeva che il
fascismo, i suoi eredi,
i
suoi nostalgici fossero
le fogne della storia;
avevamo
un enorme problema di una classe dirigente,
che
ci governava,
che
non aveva
per
niente
reciso le sue radici fasciste.
La
capa del governo, che non aveva
mai fatto un lavoro vero
e
mai si era trovata a dover scioperare per difendere i suoi diritti,
si
permetteva di insultare i sindacati, e le lavoratrici e i lavoratori
che
facevano sciopero perdendo il loro salario di una giornata.
I
vertici
della politica dovrebbero
essere ricoperti
da
persone che nella loro vita hanno lavorato, ma,
tragedia umanitaria,
c’erano
democratici apparenti con comportamenti fascisti.
La
democrazia degenerata
con
l’avvento di avventurieri reazionari e ladri
fu
sconfitta dalla partecipazione attiva dei lavoratori del braccio e
dei pensieri.
-Renzo
Mazzetti-
(Giovedì
12 Febbraio 2026 h.12,09)
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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