PER I MARTIRI DI PIAZZALE LORETO

 

lunedì, 22 gennaio 2018

PER I MARTIRI DI PIAZZALE LORETO




Alfonso Gatto vive la tragedia della guerra, iscritto dal 1942 al PCI clandestino, prende parte attiva alla Resistenza milanese, redige la rivista “Costruire” e un giornale “La Fabbrica”, ambedue voci del PCI clandestino di Milano, divulgano senza indicarne l’autore la più famosa tra le poesie “resistenziali” di Gatto, quella che finirà coll’intitolarsi “Per i martiri di Piazzale Loreto” : i volantini che la diffondono a Milano e in altre città dell’Italia settentrionale riportano le fotografie dei partigiani trucidati. (Meditazione su: La poesia di Alfonso Gatto).

PER I MARTIRI DI PIAZZALE LORETO 
Ed era l’alba, poi tutto fu fermo 
la città, il cielo, il fiato del giorno. 
Rimasero i carnefici soltanto 
vivi davanti ai morti. 
Era silenzio l’urlo del mattino, 
silenzio il cielo ferito: 
un silenzio di case, di Milano. 
Restarono bruttati anche di sole, 
sporchi di luce e l’uno all’altro odiosi, 
gli assassini venduti alla paura. 
Era l’alba e dove fu lavoro, 
ove il Piazzale era la gioia accesa 
della città migrante alle sue luci 
da sera a sera, ove lo stesso strido 
dei tram era saluto al giorno, al fresco 
viso dei vivi, vollero il massacro 
perché Milano avesse alla sua soglia 
confusi tutti in uno stesso cuore 
i suoi figli promessi e il vecchio cuore 
forte e ridesto, stretto come un pugno. 
Ebbi il mio cuore ed anche il vostro cuore, 
il cuore di mia madre e dei miei figli 
di tutti i vivi uccisi in un istante 
per quei morti mostrati lungo il giorno 
alla luce dell’estate, a un temporale 
di nuvole roventi. Attesi il male 
come un fuoco fulmineo, come l’acqua 
scrosciante di vittoria, udii il tuono 
d’un popolo ridesto dalle tombe. 
Io vidi il nuovo giorno che a Loreto 
sopra la rossa barricata i morti 
saliranno per primi, ancora un tuta 
e col petto discinto, ancora vivi 
di sangue e di ragioni. Ed ogni giorno, 
ogni ora eterna brucia a questo fuoco, 
ogni alba ha il petto offeso da quel piombo
degli innocenti fulminati al muro. 
-Alfonso Gatto-

Vedi: ARIANI MEDITERRANEI (16 Gennaio 2018)



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