UN QUARTINO DI COPERTINA

UN QUARTINO DI COPERTINA

(Ricordo da un racconto di “Abbaio”)

Il titolo della pagina del libro Il verso del cane ricorda l’antica allegria del Primo Maggio. L’articolo consiglia di leggere Il Bicefalo e le dimenticanze tra le righe con il motto: “Vuoto o con il cervello? E... il cuore?”. Chi legge non trae nulla di buono senza porsi un bel punto di domanda. Il Bicefalo e le dimenticanze tra le righe è una sintesi di vita poetica, sofferta e felice, e di cultura proletaria. Il Bicefalo ricorda tutto; prima o poi, racconta tutto di tutto. Una lotta dura senza paura - grido di battaglia dell’Autunno caldo - ovunque, sempre e comunque. Sempre interrogativi, mai dubbi. I dubbi servirono alla razza dannata dei riformisti reazionari, detti miglioristi, per assassinare l'Ideale. Strumentalizzarono Brecht estrapolando ad hoc una parte di una sua poesia, ma, al contrario, il cuore di Lode del dubbio è: “Ma d'ogni dubbio il più bello è quando coloro che sono senza fede, senza forza, levano il capo e alla forza dei loro oppressori non credono più!”. Noi, insieme ai “coloro” di quei versi, siamo il Bicefalo. Il verso del cane invitava a leggere un libro che rappresentava una vera scuola di vita per tutti i lavoratori, sia della mente sia del braccio.

-Renzo Mazzetti- (Martedì 13 Ottobre 2026 h.10,17)


RIFORMISTI TRADITORI
(Ricordo da un racconto di Vasco)
Nell'era in cui il libero mercato dominava su tutto,
il bene comune significava il bene di pochissimi
sopra il male di tutti gli altri tantissimi.
Prima si lottava, si tutelava il bene dei lavoratori.
Poi, riforma su riforma, i lavoratori furono traditi,
e, con leggi elettorali fatte dalla reazione
con il concorso dei traditori della classe operaia,
i lavoratori furono esclusi dalla partecipazione democratica,
addirittura beffeggiati bastonati uccisi suicidati.
Il popolo fu gettato nella disperazione più nera.
Prima eravamo al servizio dei lavoratori,
poi diventammo servitori dei mercati finanziari,
e, in combutta con i nostalgici del fascismo,
cademmo talmente in basso fino a diventare
dei miseri acritici servitori
del terribile sistema economico dominante.
Dicevamo di essere riformisti, in realtà eravamo
contro le riforme a favore dei lavoratori
e della maggioranza del popolo onesto e sofferente.
Insomma, riformisti, ovvero e sottolineo,
traditori della classe operaia.
-Renzo Mazzetti- 
(Domenica 24 Settembre 2023 h.08,56)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.


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