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GHIGNA REGINA

GHIGNA REGINA (Ricordo da un racconto di Bicefalo) Un militare assume l'aspetto minaccioso. Orgoglioso stringe l'arma e marcia fiero. Fanfare esaltano lo spirito guerriero. Esso non teme sacrificio alcuno né le dolorose ferite né la morte. Per la Patria donerebbe la sua vita e quella dei propri figli. La gloria l'aspetta espressa dagli applausi di governanti e governativi al termine del Viale della pace eterna. Ma, poi? Restano soltanto i fiori appassiti dei morti. Nei luoghi lutti dai più dimenticati sconosciuti da tutti i dopo nati. Nella ricorrenza la marcia faticosa della truppa armata. L'autista del mezzo corrazzato scoperto, arriva, porta la regina, finalmente! Il grande banchetto con la nuova regina della repubblica monarchica, con personalità e loschi personaggi strappati alla libera democratica giustizia della costituzione repubblicana. Altri governanti fecero lo stesso percorso: quelli antichi scomparvero per la incontenibile rabbia di un popolo risorto dall...

FIGLI DI NESSUNO

FIGLI DI NESSUNO (Ricordo da un racconto di Irina) Oriani: “Quando un principio è incolume e un fatto è intero, coloro che lo incarnano non falliscono; l’energia della fede, il vigore della coscienza li sorreggono in ogni frangente; possono perdere e non scappare, soccombere non prostrarsi”. Invece svendemmo Botteghe Oscure e tutto il pregiato corredo ereditato in secoli di sacrifici dai genitori del socialismo comunistico e prole. Ci prostrammo e diventammo figli di nessuno, e vendemmo l’anima per la privilegiata comodità della nostra aurea seduta senza scopo né Ideale. Vendemmo anche la Costituzione e ci esaltavamo nell’inventare dubbi rinnegatori della realtà nuda e cruda, della vita sofferente di lavoratori e del nostro popolo tradito e abbandonato. Siamo diventati esseri immondi senz’anima, impotenti giullari di corte, salottieri che recitano la farsa della politica dove la bruta incompetenza domina, opprime, esalta la violenza, traffica in armi, compie il crimine di guerra. Allo...

APRILE 2024 ELEZIONI

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APRILE 2024 ELEZIONI gabbiano fiorentino APRILE 2024 ELEZIONI (Ricordo da un racconto di Pallino) Eravamo in piena campagna elettorale. Prima il clima era un buon clima: ben altro di quello veramente libero e democratico, che vivevamo nel 2024. Ma, in quell’epoca di nera e bruta violenza assassina con aggravante di genocidio del popolo palestinese e stragi e distruzioni in Ucraina (per citare soltanto due delle guerre “maggiori”), tutto era privatizzato e personalizzato. Tu capo di governo participi capo lista, io capo partito non partecipo capo lista; no, perché quando un capo governo e capo partito partecipa alle votazioni europee prende per il culo l’elettore perché, è certo, non avrà mai modo di essere presente nel Parlamento europeo. No? Invece c’era che partecipava per metterci la faccia o il culo o tutte e due assieme, per avere la famosa “prova del nove” sul proprio operato. Ma! La propaganda di un tempo ormai lontano invece si sviluppava sui problemi del Paese e su quelli i...

GABBIANI AI TEMPORALI

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GABBIANI AI TEMPORALI (Meditazione su una piccola parte del libro: “Un popolo alla macchia” di Luigi Longo) Perché l’Italia fosse di nuovo libera e una dalla Sicilia alle Alpi, presero le armi 462.000 partigiani e patrioti. Di essi 76.500 caddero sul campo di battaglia o nel martirio: sono i nostri morti, quelli che conoscemmo da vicino, che vedemmo cadere, essi sono presenti al nostro cuore e alla nostra mente. “E’ triste ma fiero il discorso che fanno ai nostri cuori i morti che ci sono vicini”, scriveva Eugenio Curiel, alla vigilia d’essere assassinato come un ladro di strada. Quella consegna che ogni patriota sentiva nel dolore del suo animo straziato dalla visione dell’Italia su cui accampava il barbaro massacratore nazifascista, quella consegna ci sembrava più sacra quando noi, come scriveva Curiel, la coglievamo nel discorso dei nostri morti: “Combattere fino alla vittoria, fino alla libertà; osare ancora, fare di più, volere tenacemente ed instancabilmente la vita e l...

ELMO DI CARTA (GUERRA CONTINUA)

ELMO DI CARTA (GUERRA CONTINUA) (Ricordo da un racconto di Vasco) L’immensa catastrofe sociale che sconvolse il mondo sotto i fuochi della guerra mondiale del 1915-’18 si abbatté sull’intera umanità. Il dio del mondo, il denaro, diventò pazzo e distribuì sonori schiaffi ai suoi adoratori: “Caos dei valori” fu definito da “L’Ordine Nuovo” nel Marzo 1924. La virtù commerciale fu sostituita dalla speculazione e dal gusto della corruzione. La cultura rovinata, affossata la fede per una umanità civile. Sulle strade del mondo si portava a tutti i popoli la nostra industria, le nostre merci, i nostri dei, le nostre carabine, i nostri alcool, ma ci trovammo dinanzi allo specchio e rimanemmo sorpresi di avere un ceffo così mostruoso da condurre la civiltà alla rovina. Non si era mai verificato nella storia che il vecchio regime, caduto in discredito, avesse ceduto il potere senza lotta. Ecco perché le classi opprimenti furono contro il comunismo che era il solo che poteva rimediare a que...

INDIFFERENZA ASSASSINA (PARTIGIANI SEMPRE)

INDIFFERENZA ASSASSINA (PARTIGIANI SEMPRE) (Ricordo da un racconto di Tirella) Antonio Gramsci, carcerato assassinato dal fascismo, scriveva: Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.... eccetera, eccetera. Ma, poi, fecero la legge contro l’...

L’ECCIDIO DEL DICEMBRE 1922

L’ECCIDIO DEL DICEMBRE 1922 (Ricordo da un racconto di Ariella) I fascisti scatenarono il terrore, per spezzare fino in fondo il cuore agli operai torinesi, per annientarli come classe rivoluzionaria, per incutere il panico nelle donne e nei bambini, per farla finita una buona volta con questi uomini che parevano d’acciaio temprato a tutte le avversità e a tutti i colpi della sfortuna. I cinquanta assassinati nello spazio di 48 ore dimostrano la fretta, la paura, la non sicurezza di vincere dei fascisti. Essi temevano le conseguenze dei loro stessi atti e ciò li spingeva ad allargare strage, ad assassinare qualunque operaio capitasse loro sottomano. Cominciarono con la fucilazione del compagno Berruti, e così l’abbominevole massacro del compagno Pietro Ferrero, che fu torturato, al quale furono strappati gli occhi con furia cannibalesca, che fu legato a un camion e trascinato a grande velocità sul selciato e abbandonato in Corso Vittorio, ammasso di carni sanguinolenti irriconosc...