CANTI
sabato, 11 giugno 2011 CANTI Avanti, ora apprendi quanto resta e ascolta accenti più alti. Non mi sfugge quanto siano oscuri, ma una grande speranza di gloria ha percosso il mio cuore col tirso appuntito e insieme ha impresso nel mio petto il dolce amore delle muse: grazie a lui che mi ispira, con mente vigorosa percorro le impervie regioni delle Pieridi, mai prima calcate da piede umano. Mi piace accostarmi a pure sorgenti e attingervi, mi piace cogliere fiori nuovi e trarne per il mio capo un’eletta corona con cui mai nessuno le muse hanno prima adombrato le tempie; anzitutto perché insegno grandi cose mi sforzo di cogliere l’animo dai nodi serrati delle superstizioni, poi perché compongo sì limpidi canti su un’oscura materia, toccando ogni cosa col fascino delle muse. Anche questo infatti appare non privo di ragione; ma come i medici, quando vogliono dare l’acre assenzio ai bambini, toccano prima l’orlo della tazza col dolce fluido biondo del miele per illudere, f...