REMO SCAPPINI
REMO SCAPPINI
(Meditazione su: “Da Empoli a Genova (1945)” di Remo Scappini)
Paolo Spriano nella prefazione scrive: Tutta la parte delle memorie che concerne Genova e la lotta di Liberazione nella Liguria, a partire dal novembre 1943, diretta come “responsabile del partito” non solo in città ma in tutta la regione ligure, è di grande interesse e da molti punti di vista è fonte storica preziosa; è racconto di come funzionava una nostra organizzazione sotto l’occupazione nazifascista, anzi sotto il vero e proprio terrore; è rivelazione sul carattere, i sentimenti, lo “stile del lavoro” e la riflessione politica del testimone-protagonista.
Indichiamo subito un motivo conduttore, spesso tenuto sottofondo ma avvertibile ugualmente. Remo Scappini ricostruisce le grandi e le quotidiane vicende di quei lunghi diciotto mesi non solo stendendo un diario minuzioso ma con l’occhio attento a tutto il dibattito storiografico che si è acceso attorno al carattere della Resistenza ligure, alla parte svolta dalla classe operaia, alla tradizione, alla forza e alle contraddizioni dell’organizzazione di partito in Liguria e nel capoluogo, al tema controverso dei rapporti tra base e vertice, alla dinamica di uno sciopero ma anche di una guerriglia in città e sulle montagne, che è dinamica assai complessa e delicata.
Remo Scappini nasce a Empoli (Firenze) nel 1908. Operaio e organizzatore sindacale, dal 1922 aderisce alla Gioventù comunista e poi al P. C. d’ I. Ricercato dalla polizia, nel 1930 espatria e viene inviato dal suo partito a frequentare la scuola leninista a Mosca. Nel 1933, sempre per incarico del partito, compie viaggi clandestini in Italia, finché viene arrestato e condannato dal Tribunale speciale a 22 anni di reclusione. Nell’ottobre 1942 Renato Scappini torna in libertà per l’amnistia del ventennale fascista che gli annulla il reato di falsificazione di documenti e nonostante le cattive condizioni di salute (all’uscita dal carcere pesava 62 chili contro un peso medio di ottanta prima dell’arresto) riprende l’attività politica e si trasferisce a Torino, dove dirige l’organizzazione comunista fino all’ottobre 1943. Passa poi a Genova, dirigente di quella Federazione del P. C. I. , quindi responsabile del Triumvirato Insurrezionale del P. C. I. per la Liguria, infine presidente del C. L. N. Ligure. In questa veste controfirma il 25 Aprile 1945 l’atto di resa senza condizioni del generale tedesco Meinhold. Dopo la Liberazione è stato segretario della Federazione Comunista di Pisa, poi segretario regionale della Puglia. Membro del Comitato Centrale del P. C. I. dal V al IX Congresso, è stato eletto al Parlamento per tre legislature, dal 1948 al 1963.
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