LA COOPERATIVA DEL POPOLO
LA COOPERATIVA DEL POPOLO
(Meditazione su: “Dal ponte di comando” di Turiddo Campaini)
Con il lungo e complicato processo di fusioni arrivammo ad avere 44 spacci, di cui 23 nel Comune di Empoli. A quindici anni dalla nascita, nel 1959, la cooperativa del Popolo aveva oltre 100 dipendenti e 9000 soci; il giro di affari si avvicinava al miliardo di lire e il prestito dei soci si aggirava intorno ai 90 milioni. Nel frattempo si era dotata di un magazzino generale per rifornire i punti vendita, di un forno per la panificazione, di una cantina (nel 1951) e di una sede sociale di proprietà (nel 1956) con spazi per l’attività sociale, culturale, sportiva e ricreativa. Tutto era stato costruito in via della Repubblica, a Empoli, su un’area ancora semicoperta dalle macerie dei bombardamenti. La guida e l’artefice fondamentale di questa costruzione fu il presidente Duilio Susini. Era un operaio sindacalista, autodidatta, che si era formato alla scuola del sindacato e del PCI negli anni del dopoguerra e, prima ancora, nelle carceri fasciste, dove i compagni più acculturati insegnavano agli altri. Un uomo intelligente e sensibile, coerente e rigoroso, capacissimo nel far capire agli altri la necessità e la giustezza di un obiettivo e di coinvolgerli nel raggiungimento di quell’obiettivo. Duilio Susini ha sempre difeso la Cooperativa e la sua autonomia, anche dal PCI. Un aneddoto. Nel 1954 egli andò a Roma a un congresso delle cooperative. Si trovò a condividere la camera con un dirigente, incaricato dal PCI di convincerlo a frazionare la Cooperativa del Popolo di Empoli. Si temeva, infatti, che il governo Scelba emanasse delle norme dirette a colpire le cooperative, quindi, se fossero state più numerose e frazionate, sarebbe stato più difficile colpirle. Susini non chiuse occhio quella notte, ma non si fece convincere. La storia successiva ha dimostrato quanto avesse ragione lui. Così, la Cooperativa del Popolo non fu spezzettata e continuò a rafforzarsi e svilupparsi. La prudenza era una grande amica di Susini. Ma non gli mancava il coraggio, quando era necessario. Lo aveva ampiamente dimostrato durante il Ventennio fascista, quando era stato condannato a scontare anni di carcere. Lo dimostrò più volte prendendo decisioni molto difficili in Cooperativa. Susini non fu solo un grande dirigente cooperativo, fu anche un maestro di cooperazione e di vita.
-FINE -
Il treno procedeva veloce, con la sua musica monotona scandiva i chilometri;
si sentivano i cambiamenti di melodia per gli scambi, accompagnati da scosse laterali
che ci facevano sbattere assieme con le spalle dei vicini e, da cupi fruscii,
quando si entrava nelle gallerie che, da cupi, diventavano acuti quando si usciva,
con la sensazione uditiva di quando si riemerge dopo un'immersione
che ci tappiamo le narici e si spinge per liberare gli orecchi dall'acqua.
Si cantava in allegria intramezzando con gridi di sorpresa quando, improvvisamente,
lo sguardo si illuminava sperdendosi nell'azzurro dell'infinito mare che, subito, di nuovo,
scompariva alla nostra vista entrando nel buio di un' altra galleria,
poi riappariva e poi rispariva, alternandosi alle entrate nelle numerose gallerie.
Andavamo a Follonica, al mare, in colonia. [colonia della Cooperativa di Ponte A Egola]
Da bambini colonia significava vacanza, mare, gioia e divertimento,
dimenticare la scuola con l'assillo dei compiti a casa,
scatenarsi sulla spiaggia e nell'acqua, giochi, come il ghiribizzo, al pomeriggio nella pineta.
Sapete che colonia significa per noi vacanza però ha anche un altro significato.
E' bene che lo sappiate e, quando sarete grandi, eviterete di essere cattivi.
Colonialismo vuole dire andare alla conquista di territori
con lo scopo di sfruttarne le risorse,
costringendo con le armi quelle popolazioni in uno stato di sottomissione servile,
attuando la dominazione di una minoranza straniera
che fa valere la superiorità razziale e culturale sulla maggioranza indigena.
La fine dell'ottocento è il buio periodo coloniale, è violenza e sopraffazione,
tutto il contrario di uguaglianza e di fratellanza.
Gli Inglesi occupano il Canada, l'Australia, l'India, l'Egitto, la Cina;
i Francesi l'Algeria, la Tunisia, gran parte dell'Africa, l'Indocina;
gli Olandesi la Nuova Guinea, Sumatra, il Borneo;
i Belgi il Congo;
l'Italia occupa l'Eritrea, la Somalia, fa la guerra all'Abissinia;
la Russia in Asia;
la Germania nel Camerun.
Gli Americani, colonizzata l'America, distruggendo quasi totalmente i Pellerossa,
liberatesi poi dalla sudditanza inglese, occupano le Filippine...
comunque... siamo in vacanza... questi sono i libri che potrete leggere quando volete
e... quando volete potremo continuare il racconto....
per esempio la storia degli indiani, dei neri, dei gialli e così via... va bene?
-Renzo Mazzetti- (Mercoledì 20 Gennaio 2010 h.05,46)
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.

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