MANGIONI E BEONI ATTUALI (GRAMSCI INSEGNA ANCHE OGGI)

MANGIONI E BEONI ATTUALI (GRAMSCI INSEGNA ANCHE OGGI)

(Meditazione su: “L’operaio di fabbrica”, Antonio Gramsci, “L’Ordine Nuovo”, 21 Febbraio 1920)

Ogni società si sviluppa perché aderisce a una produzione storicamente determinata: dove non esiste produzione, dove non esiste lavoro organizzato, non esiste società, non esiste vita storica. La classe proprietaria del capitale si è allontanata dal lavoro e dalla produzione, si è disgregata, ha perduto la coscienza della sua primitiva unità che era unità dialettica, unità nella lotta individualistica per la concorrenza del profitto: l’unità della classe capitalista si è identificata in una istituzione dello Stato, il governo; l’individuo ha rimesso le sue funzioni di lotta e di conquista nelle mani di una banda di avventurieri e politicanti mercenari, per ricadere nella bestialità primordiale e barbarica che nutre gli istinti più abbietti della crapula. Le funzioni tradizionali della classe capitalista nel campo della produzione sono passate nelle mani di un medio ceto irresponsabile, senza vincoli né di interesse né psicologici con la produzione stessa: burocratici del tipo “impiegati dello Stato” venali, avidi, corrotti, agenti di borsa, politicanti senza arte né parte, gentarella che vive alla giornata, saziando bassi desideri e proponendosi scopi ideali adeguati alla sua psicologia crapulona: possedere molte donne, avere molti quattrini da spendere nelle alcove delle prostitute d’alto rango, nei bal tabarin e nello sfarzo vistoso e grossolano, avere una particella del potere di tormentare e far soffrire altri uomini sottoposti. Il capitalista si è allontanato dal campo della produzione; il governo dell’industria è caduto in mano di inetti e di irresponsabili.

La classe operaia si è identificata con la fabbrica, si è identificata con la produzione: il proletario non può vivere senza lavorare, e senza lavorare metodicamente e ordinatamente. La divisione del lavoro ha creato l’unità psicologica della classe proletaria, ha creato nel mondo proletario quel corpo di sentimenti, di istinti, di pensieri, di costumi, di abitudini, di affetti che si riassumono nell’espressione: solidarietà di classe. Nella fabbrica ogni proletario è condotto a concepire se stesso come inseparabile dai suoi compagni di lavoro: potrebbe la materia informe accatastata nei magazzini circolare nel mondo come oggetto utile alla vita degli uomini in società, se un solo anello mancasse al sistema di lavoro nella produzione industriale? Quanto più il proletario si specializza in un gesto professionale, tanto più sente l’indispensabilità dei compagni, tanto più sente di essere la cellula di un corpo, organizzato, di un corpo intimamente unificato e coeso; tanto più sente la necessità che tutto il mondo sia come una sola immensa fabbrica, organizzata con la stessa precisione, lo stesso metodo, lo stesso ordine che egli verifica essere vitale nella fabbrica dove lavora, tanto più sente la necessità che l’ordine, la precisione, il metodo che vivificano la fabbrica siano proiettati nel sistema di rapporti che lega una fabbrica a un’altra, una città a un’altra, una nazione a un’altra nazione. Per questa sua originale psicologia, per questa sua pericolare concezione del mondo l’operaio di fabbrica, il proletario della grande industria urbana è il campione del comunismo, è la forza rivoluzionaria che incarna la missione di rigenerare la società degli uomini, è un fondatore di nuovi Stati.

-Renzo Mazzetti- (Giovedì 9 Novembre 2023 h.08,36)

VEDI: DIFESA ARMATA (MORTE RECIPROCA)

MONDO CURATO
La colpa è degli altri
Gli altri sono tutti noi
Chi comanda è colpevole
Colpevole è il comandato.
Colpevole è chi ha troppo delegato
E’ chi ha votato e troppo si è fidato
Colpevole al massimo grado
E’ chi di tutto se n’è infischiato.
Cataclismi ripetuti e devastanti
Non sono colpa di fiumi e mari
Di acqua pluviale troppo copiosa
Di veloci venti rabbiosi travolgenti.
Che civiltà è quella che non cura?
E’ barbarie regresso degenerazione
E’ maleducazione scortesia inciviltà
E’ rozzezza arretratezza cattiveria.
Ancora la crudeltà spadroneggia
La guerra da vincere con odio e armi
Fa vincere soltanto morti e distruzioni
Sofferenze di esseri viventi degradazioni.
Le contrarietà sono risolte saviamente
Curare gli spiriti maligni con la ragione
Con la volontà di vivere armoniosamente
L’amor proprio scoprire agli altri donare.
Il mondo come noi stessi dobbiamo curare
Pulire fogne colline fossi monti fiumi laghi
Smaltire riconvertire rifiuti armi soldati
Giardini parchi giochi per adulti e infanti.
-Renzo Mazzetti- (Mercoledì 8 Novembre 2023)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.





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