SENNO CON ECONOMIA UMANITARIA
sabato, 7 settembre 2019
SENNO CON ECONOMIA UMANITARIA
i quali stabiliscono due sorta di religioni:
ogni religione che non sia la loro
è un’invenzione degli uomini,
mentre la loro è un’emanazione di Dio.
(Karl Marx).
Questo è il motto della rubrica di Storia & Economia
sulla terza pagina di Abbaio. Il peruviano Alan Garcia Perez scrive che
dobbiamo abbandonare le teorie liberiste e prosegue: L’onda espansiva del
capitalismo si è esaurita negli anni settanta creando politiche protezioniste,
barriere commerciali e recessione. Nello stesso tempo, la tecnologia e la
scienza hanno soppiantato l’uso di molte materie prime la cui produzione si è
ridotta, trasferendo così gli effetti recessivi e la crisi economica alla
maggioranza dei nostri paesi. Tuttavia, in quegli stessi anni settanta,
l’aumento del prezzo del petrolio ha indotto nel sistema un’enorme quantità di
moneta, determinando un’ingannevole riattivazione del credito che ha portato al
definitivo prevalere dell’interesse finanziario e della rendita come forma di
dominio. Perché, in una economia esaurita e con una produzione in continuo
calo, l’interesse finanziario diventa la fonte fondamentale del profitto. Ma
questo mezzo di dominio non è produttivo né reale, perché non genera
trasformazione industriale, produzione materiale o creazione di valore. E,
sempre più, soltanto l’assegnazione, la circolazione e il recupero del denaro
generano maggiori interessi pecuniari. E il disastro è che, quale che sia la
velocità di crescita delle nostre economie, essa sarà sempre inferiore a quella
crescita degli interessi e il debito diventa una condanna alla recessione
permanente. Ma è a causa di questa stessa logica che il processo di espansione
creditizia è prossimo alla fine e il suo esaurirsi rovinerà, sì, i paesi
debitori, ma colpirà poi anche le economie capitalistiche. Il nostro compito è
unirci per agire e chiedere con forza che i paesi più ricchi aprano gli occhi
di fronte a questa situazione e capiscano che la riattivazione dell’economia
mondiale non può essere frammentaria o sperequata. Soltanto un sistema
economico più uguale e giusto può garantire le possibilità di sviluppo e
liberarci dalla morte e dalla fame che molti popoli, specialmente in Africa,
patiscono. Ma per questo si debbono prendere importanti decisioni politiche, e
la più urgente riguarda il debito. Vanno ridotti gli interessi e le risorse
orientate verso la produzione, riconoscendo prezzi più adeguati alle materie
prime. Non ci sarà sviluppo se non si cambieranno i termini del debito, se le
istituzioni multilaterali, come il Fondo monetario internazionale, non
cambieranno le loro condizioni e le loro concezioni, se non abbandoneranno le
teorie liberiste. Il debito è la fase suprema dell’imperialismo. Con l’attuale
sistema, continueremo nel circolo vizioso del debito e della miseria. (Ricordo
da un racconto di Irina).
RIAVVIA CAPITALE FALLITO RIAVVIA (* parte in Libro settimo).
A memoria del vero e del critico ricordo
Le crisi finanziarie economiche umanitarie
Sono sempre state il fine realizzato obiettivo
Costo ricavo bassezze utile misero profitto …
Vedi:
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