RIVOLUZIONARI PROFESSIONALI
martedì, 5 febbraio 2013 RIVOLUZIONARI PROFESSIONALI Mi sentivo fondamentalmente uno studioso (uno studioso di letteratura con interessi assai accentuati per il cinema) che, però, dato il momento storico che attraversavamo, non poteva sottrarsi al bisogno, intellettuale e morale insieme, di impegnarsi fino in fondo nella lotta contro il fascismo. Anche nel periodo passato in carcere, e che non sapevo quanto avrebbe potuto durare, ma che comunque – dopo poche settimane dal mio arresto – immaginavo sarebbe terminato soltanto con la caduta del fascismo, se mi accadeva di pensare al mio avvenire personale, non pensavo mai all’attività politica come alla mia attività prevalente: pensavo piuttosto ad un ritorno all’attività letteraria e cinematografica, naturalmente svolta da intellettuale comunista, cioè pienamente ”impegnato”. Invece, uscito dal carcere, non solo il periodo di ”emergenza” non era passato, ma in un certo senso cominciava appena allora. Limitare la propria...