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VITTORIE DI PIRRO

  martedì, 4 dicembre 2012 VITTORIE DI PIRRO Grande condottiero coraggioso, tentatore di cose difficili e pericolose, l’immortale Pirro accorre in aiuto a Taranto con un esercito di venticinquemila uomini e venti elefanti. Negli scontri i romani perdono circa sedicimila uomini; Pirro ne perde circa settemila. Le pesanti perdite fanno esclamare a Pirro: ”Ancora una di queste vittorie e non so con chi ritornerò a casa”. Difatti, a seguito di questi avvenimenti, è nato il pensiero denominato ”pirronismo”, dottrina filosofica che afferma di doversi dubitare di tutto, anche e soprattutto delle vittorie. Perciò dopo le familiari primarie metafora della democrazia, il pirronista seguace del dubbio sistematico, aspetta trepidante il prossimo conflitto elettorale per contare quanti innocui elettori resteranno a casa e quanti combattenti cadranno sul campo d’Europa. (Ricordo da un racconto di Tirella ).   [ I   N   S   O   D   D   I   S   F ...

MANO MORTA

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venerdì, 30 novembre 2012 MANO MORTA Varsavia faceva un grande traffico di tratte che tuttavia aveva principalmente per base e per fine l’usura dei suoi banchieri. Al fine di procurarsi del denaro da poter prestare ai grandi dissipatori all’8 e più per cento, essi cercavano e trovavano fuori del paese un credito cambiario in bianco, ossia che non aveva come base il commercio di merci, o cambiali che il trassato straniero accettava pazientemente fino a tanto che le rimesse create dalla speculazione creditizia venivano pagate regolarmente. Tuttavia essi fecero amara penitenza di ciò per la bancarotta di uomini quali Tepper e di altri grossi noti banchieri di Varsavia. Vantaggi derivanti alla Chiesa dalla interdizione dell’interesse . La Chiesa aveva proibito di prendere degli interessi; ma non di vendere le proprietà per togliersi dal bisogno; né di cederle, per un tempo determinato o anche fino al rimborso, a chi prestava il denaro, non solo perché questo avesse in tal modo una ...

CARI COMPAGNI

  giovedì, 29 novembre 2012 CARI COMPAGNI Siamo stati erroneamente condannati per un atroce assassinio commesso da altre persone. Il delitto fu completamente estraneo alla lotta dei lavoratori per migliorare le loro condizioni. Noi non abbiamo paura di morire. Ogni lavoratore come servo del capitalismo affronta migliaia di volte la morte mentre compie il suo dovere. Noi non temiamo la morte. Ci ribelliamo angosciati dal pensiero di dover morire per un delitto che non abbiamo commesso, cioè per un reato che non ha alcun significato sociale. Dai primi anni della nostra giovinezza fino al momento dell’arresto abbiamo dato tempo, lavoro e denaro da noi guadagnato con arduo lavoro alla educazione dei lavoratori, preparandoli al giorno in cui il proletariato saprà emanciparsi. Noi non siamo dei volgari malfattori che rubano ed uccidono. Nessun uomo, in condizioni normali di mente, commise mai un assassinio. I reati di violenza sono la dimostrazione inconfutabile che l’attuale società...

PUBBLICA OPINIONE

  mercoledì, 28 novembre 2012 PUBBLICA OPINIONE C’era una volta la pubblica opinione con la capacità di lottare e la possibilità di discutere dei problemi del paese anche in contrasto con chi deteneva il potere. Le classi dirigenti non potevano ignorare i pensieri e i sentimenti del popolo che esprimevano sensibilità, preoccupazioni, interessi, forza oppure debolezza morale, impegno oppure disimpegno civile, spiritualità e caratteri. Il suffragio universale con il voto proporzionale puro (una testa un voto) assicuravano la rappresentanza della tua voce con l’espressione della tua volontà in tutti i palazzi. Magari ti assaltavano e morivi ucciso in piazza comunque ma alla fine qualche briciola l’ottenevi. Invece, nell’attuale era tecnocratica, ti menano di brutto e ti raccontano di un candelotto che si fa in tre rimbalzando su di un muro. Nessun poeta immortala gli studenti impegnati nella lotta per la difesa e lo sviluppo della pubblica istruzione. Poi, ironia dell’era perfida,...

VITA RIBELLE

  martedì, 27 novembre 2012 VITA RIBELLE Ho fede nello studio, nell’educazione e nell’istruzione, perché sono nella scuola e strettamente collegati alla vita tempestosa. Perseguire le basi del sapere è fondamentale affinché i giovani divengano persone grandi ed istruite. La gioventù è sacra e deve vivere nella gioia del suo divenire maturità; non mai ridotta a misera merce di scambio, ricatto, inconsapevole marionetta dell’inumano potente. La gioventù durante gli anni di studio diventa autonoma forza di cambiamento nella lotta contro le classi dominanti. La vita ribelle introduce alla dignitosa grandezza del tanto vivere. (Ricordo da un racconto di Tirella ).    [Cerca: UNA ESPLOSIONE DI PACE FRATERNA (24 novembre 2012) ]   G    U    A    R    D    A   !   Chi possiede una certa cultura   deve cavarsela con questo avvertimento:   ” Guarda ! ”.   Non acquisterà una serie di cognizioni,...

UNA ESPLOSIONE DI PACE FRATERNA

  sabato, 24 novembre 2012 UNA ESPLOSIONE DI PACE FRATERNA I cacciabombardieri e le grandi opere ”civili” distruggono l’ambiente e gli esseri viventi. La costruzione di scuole con la serenità dovuta ai docenti, il riscatto del Mezzogiorno, la trasformazione dell’agricoltura e della zootecnia, la valorizzazione del nostro paesaggio, l’esaltazione delle opere degli immortali capolavori, il capovolgimento del rapporto tra settore produttivo e settore improduttivo sono il fattore di spinta di tutto il processo della non crescita e della non quantità. La qualità umana delinea nuovi orizzonti ben più avanzati della ”carota” crescita conseguita con le democratiche parziali e vergognose manganellate. (Ricordo da un racconto di Tirella ).   [ Cerca: NOSSIGNORI (23 novembre 2012) ]   S   A   V   I   E         A   T   T   E   N   Z   I   O   N   I   Le alleanze politich...

NOSSIGNORI

  venerdì, 23 novembre 2012 NOSSIGNORI Quando abbiamo parlato di austerità, di un privilegio da dare ai consumi sociali rispetto ai consumi privati distorti, qualcuno ha pensato a una pura manovra economica; altri hanno gridato allo scandalo di una vita ”povera”; altri ancora ne hanno parlato come di un tradimento di classe. Nossignori; proprio in questa capacità nuova di indicare un modo nuovo di esistere, di consumare, di vivere insieme, sta il recupero di una piena autonomia anche culturale rispetto ad altre classi: di qui passa, non domani ma oggi, la possibilità di dare sbocchi positivi alla ricerca d’uguaglianza delle masse femminili e giovanili, che nella loro grande maggioranza non chiedono paritaria fruizione dell’esistente; ma chiedono nuovo in tutto: nei rapporti umani, negli spazi di solidarietà, nelle possibilità di cooperare in modo creativo alla costruzione dell’oggi e del domani. Anche di qui passa la saldatura fra ”risanamento” e ”rinnovamento” del Paese che im...