VITTORIE DI PIRRO

 

martedì, 4 dicembre 2012

VITTORIE DI PIRRO

Grande condottiero coraggioso, tentatore di cose difficili e pericolose, l’immortale Pirro accorre in aiuto a Taranto con un esercito di venticinquemila uomini e venti elefanti. Negli scontri i romani perdono circa sedicimila uomini; Pirro ne perde circa settemila. Le pesanti perdite fanno esclamare a Pirro: ”Ancora una di queste vittorie e non so con chi ritornerò a casa”. Difatti, a seguito di questi avvenimenti, è nato il pensiero denominato ”pirronismo”, dottrina filosofica che afferma di doversi dubitare di tutto, anche e soprattutto delle vittorie. Perciò dopo le familiari primarie metafora della democrazia, il pirronista seguace del dubbio sistematico, aspetta trepidante il prossimo conflitto elettorale per contare quanti innocui elettori resteranno a casa e quanti combattenti cadranno sul campo d’Europa. (Ricordo da un racconto di Tirella).

 [ I  N  S  O  D  D  I  S  F  A  Z  I  O  N  E ]
 La responsabilità maggiore in questa situazione
 è degli intellettuali anziani,
 l’ipocrisia maggiore e degli intellettuali anziani.
 Nella lotta dei giovani contro gli anziani,
 sia pure nelle forme caotiche del caso,
 c’è il riflesso di un giudizio di condanna
 che è ingiusto solo nella forma.
 In realtà gli anziani dirigono la vita
 ma fingono di non dirigere,
 di lasciare ai giovani la direzione,
 ma anche la finzione ha importanza in queste cose.
 I giovani vedono che i risultati delle loro azioni
 sono contrari alle loro aspettative, credono di dirigere
 e diventano tanto più irrequieti e scontenti
 perché avvertono che,
 poi,
 la direzione non è nelle loro mani.
 Le idee non nascono da altre idee,
 le filosofie non sono partorite da altre filosofie,
 ma sono espressione rinnovata dello sviluppo storico reale
 da una generazione all’altra.
 -Antonio  Gramsci-

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