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VERDETTI

giovedì, 12 maggio 2011 VERDETTI A tutti coloro che cercano di salvarmi la vita.   L’antica mitologia greca narra che gli dei dell’Olimpo usavano scendere nelle corti di giustizia dell’antica Atene per disputare fra loro. Questo si diceva per dimostrare l’alto livello dell’amministrazione della giustizia nell’antica Grecia. Ma che sarebbe se quegli dei esistessero oggi? E che cosa accadrebbe loro se si trovassero ad essere avversari politici degli attuali governanti greci? Sicuramente volerebbero lontano dalla Grecia, per salvarsi dai tribunali della Grecia di oggi! Questi tribunali funzionano come macchine per la fabbricazione in serie di verdetti contro i cittadini democratici. Nei cinque anni fra il 1945 e il 1950, sono state emanate circa cinquantamila sentenze e condannate a morte cinquemila persone. Di queste condanne circa duemila sono state eseguite; e vi sono comprese molte donne, sia anziane che giovani, persino ragazze di diciassette anni. Questi tribunali possono es...

ACCORTEZZA

  mercoledì, 11 maggio 2011 ACCORTEZZA   Chi ai nostri giorni intende combattere la menzogna e l’ignoranza e vuole scrivere la verità ha da superare almeno cinque difficoltà. Deve avere il coraggio di scrivere la verità, benché ovunque essa venga soffocata; l’accortezza di riconoscerla, benché ovunque essa venga travisata; l’arte di renderla maneggevole come un’arma; il giudizio di scegliere coloro nelle cui mani essa diventa efficace; la scaltrezza di propagarla fra questi. Il linguaggio del teatro di Brecht è internazionale con il suo linguaggio della pace. (meditazione su: Le cinque difficoltà per chi scrive la verità di Bertolt Brecht).   UN OPERAIO CHE LEGGE SI DOMANDA   Chi ha costruito Tebe,   la città delle sette porte?   Nei libri s’incontrano i nomi dei re,   ma sono i re che hanno portato le pietre?   E Babilonia così spesso distrutta,   chi l’ha ricostruita?   Tante volte? In quale case d...

BOTTEGA

  martedì, 10 maggio 2011 BOTTEGA   Mercanti senza ritegno ci avevano portato via l’intera città e le botteghe non erano più delimitate dalla soglia. Hai prescritto, Germanico, di allargare gli angusti vicoli e quello che fino a poco fa era un sentiero, è divenuto una strada. Nessuna colonna è attorniata da catene di anfore e il pretore non è costretto a procedere in mezzo al fango e non si agita alla cieca il rasoio in mezzo alla ressa e le buie bettole non occupano tutte le strade. Il barbiere, l’oste, il cuoco, il macellaio non vanno oltre la loro soglia. Ora è Roma, prima era una grande bottega. (meditazione su: Roma era una grande bottega di Marziale).       SUPERBI COLLI, E VOI SACRE RUINE   Superbi colli, e voi sacre ruine,   che ‘l nome di Roma ancor tenete,   ahi, che reliquie miserande avete   di tant’anime accelse e pellegrine!   Colossi, archi, teatri, opre divine,   trionfal pompe g...

MAMMA

lunedì, 9 maggio 2011 MAMMA Lo attesi in un raccoglimento severo, allontanando con energia ogni assalto di pessimismo, moltiplicando i preparativi minuziosi, consapevole e commossa della dignità che rivestivo in quell’ora suprema. Quando, alla luce incerta di un’alba piovosa d’aprile, posi per la prima volta le labbra sulla testina di mio figlio, mi parve che la vita per la prima volta assumesse ai miei occhi un aspetto celestiale, che la bontà entrasse in me, che io divenissi un atomo dell’infinito, un atomo felice, incapace di pensare e di parlare, sciolto dal passato e dall’avvenire, abbandonato nel mistero radioso. Due lacrime mi si fermarono nelle pupille. Io stringevo fra le braccia la mia creatura, viva, viva, viva! Era il mio sangue in essa, e il mio spirito. Ella era tutta me stessa, di già, e pur mi esigeva tutta, ancora e per sempre. INDOVINA L’INDOVINELLO: CHI E’ L’AUTORE? ?????????????????????????????????????????????????????????????? PER SCHERZO Le mie poesie s...

SONNELLINO

  domenica, 8 maggio 2011 SONNELLINO   Il compito di un buon servo è di far quello chi io faccio sempre: eseguire i comandi del padrone senza indugio e di buona voglia. Sì, se un servo vuol servire il suo padrone secondo che egli desidera, bisogna che sia lesto nel soddisfare le necessità del padrone, lento nel soddisfare le proprie. Se ha sonno, schiacci pure un sonnellino, ma tenga sempre presente che è uno schiavo. Quando si è al servizio d’un padrone innamorato, ed è il mio caso, credo che il dovere d’un buon servo, se vede che il padrone è vinto dall’amore, sia quello di trarlo in salvo, non di spingerlo verso il precipizio. Come ai fanciulli cui insegnano a nuotare si mette una zattera di giunco, perché fatichino di meno, e nuotino e muovano le braccia con più facilità, allo stesso modo, io credo, il servo deve essere per il padrone innamorato la zattera che lo sostenga e gl’ impedisca d’andare a fondo come uno scandaglio. Impari a conoscere gli ordini del padrone,...

MORTE

sabato, 7 maggio 2011 MORTE La morte per noi è nulla perché ogni bene e ogni male risiede nella possibilità di sentirlo. La morte è perdita di sensazione. Per cui, la retta conoscenza che la morte per noi è nulla rende piacevole che la vita sia mortale, non perché la prolunga per un tempo infinito, ma perché la libera dal desiderio dell’immortalità. Non c’è infatti nulla di temibile nella vita per chi ha la profonda convinzione che nulla di temibile vi è nel non vivere più. E’ un pazzo chi asserisce di temere la morte non perché quando sarà presente gli arrecherà dolore, ma perché è l’attesa che gliene provoca. Ciò che ci inquieta se presente, ci infligge infatti vanamente quando lo si attende. Il male, dunque, che più ci atterrisce, la morte, è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, e quando c’è la morte noi non siamo più. Pertanto essa è nulla per i vivi e per i morti, perché per quelli non c’è, e questi non sono più. Ma la gente ora fugge la morte come il pi...

MEDITAZIONE

venerdì, 6 maggio 2011 MEDITAZIONE Finché il filosofo non esce dai limiti della verità, non accusatelo di andare troppo lontano. La sua funzione è di raggiungere lo scopo, occorre dunque che vi sia arrivato. Se durante il cammino, osasse innalzare la sua bandiera, essa potrebbe essere ingannevole. Al contrario, il dovere dell’amministratore è di coordinare e di regolare la sua marcia, a seconda della natura delle difficoltà. Se il filosofo non ha raggiunto lo scopo, non sa dov’è. Se l’amministratore non vede lo scopo, non sa dove andare. Dal rapporto e dall’ insieme di tutte le verità interessanti un unico soggetto nasce la luce. In mancanza di questo insieme, non si è mai abbastanza illuminati e sovente si crede di possedere una verità, che sarà poi necessario abbandonare con il progredire della meditazione. -Sieyès-   NUOVA CANZONE   Morente di fame, morente di freddo,   il popolo spogliato di ogni diritto,   sottovoce ti disperi.   Intanto il ricco sfa...