BOTTEGA
martedì, 10 maggio 2011
BOTTEGA
Mercanti senza ritegno ci avevano portato via l’intera città
e le botteghe non erano più delimitate dalla soglia. Hai prescritto, Germanico,
di allargare gli angusti vicoli e quello che fino a poco fa era un sentiero, è
divenuto una strada. Nessuna colonna è attorniata da catene di anfore e il
pretore non è costretto a procedere in mezzo al fango e non si agita alla cieca
il rasoio in mezzo alla ressa e le buie bettole non occupano tutte le strade.
Il barbiere, l’oste, il cuoco, il macellaio non vanno oltre la loro soglia. Ora
è Roma, prima era una grande bottega. (meditazione su: Roma era una grande
bottega di Marziale).
SUPERBI COLLI, E VOI SACRE RUINE
Superbi colli, e voi sacre ruine,
che ‘l nome di Roma ancor tenete,
ahi, che reliquie miserande avete
di tant’anime accelse e pellegrine!
Colossi, archi, teatri, opre divine,
trionfal pompe gloriose e liete,
in poco cener pur converse siete
e fatte al vulgo vil favola al fine.
Così, se ben un tempo al tempo guerra
fanno l’opre famose, a passo lento
e l’opre e i nomi il tempo invido atterra.
Vivrò dunque fra’ miei martir contento;
ché se ‘l tempo dà fine a ciò ch’è in fretta,
darà forse ancor fine al mio tormento.
-Baldassarre Castiglione-
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