MINISTRO SECCHIONE E VILE
MINISTRO SECCHIONE E VILE
(Ricordo da un racconto di Rita)
C’era una volta un ministro
degli esteri
che era
laureato, parlava
correttamente inglese, francese, italiano e spagnolo; dopo aver
frequentato il corso di alta specializzazione della difesa aerea era
stato controllore in una
base radar; devolveva
una sua pensione per
il
reinserimento sociale dei giovani tossicodipendenti; era
stato giornalista professionista, cronista
parlamentare e
redazionale, conduttore radiofonico.
Con tutto quel vissuto intellettivo, avresti pensato: ecco un compagno, ecco un vero comunista.
Invece non sono i titoli di studio né le 4 lingue correttamente parlate né le esperienze di lavoro né le opere di bene che fanno un ministro all’altezza dei problemi.
Infatti il ministro degli esteri mostrava disumanità, una completa assenza di solidarietà verso le popolazioni colpite dalla guerra.
Il ministro degli esteri, con sguardo ebete-sfuggente e sorrisetto ipocrita-beffardo, balbettava frasi puerili e sconnesse per non condannare il governo israeliano del genocidio in corso a Gaza.
Il ministro degli esteri festeggiava il record di durata del governo del quale faceva parte, ma: "Non sono gli anni che contano nella vita, è la vita che metti in quegli anni", con queste parole Paolo Borsellino esprimeva una potente riflessione sul valore della libertà e sulla lotta contro la viltà.
Con tutto quel vissuto intellettivo, avresti pensato: ecco un compagno, ecco un vero comunista.
Invece non sono i titoli di studio né le 4 lingue correttamente parlate né le esperienze di lavoro né le opere di bene che fanno un ministro all’altezza dei problemi.
Infatti il ministro degli esteri mostrava disumanità, una completa assenza di solidarietà verso le popolazioni colpite dalla guerra.
Il ministro degli esteri, con sguardo ebete-sfuggente e sorrisetto ipocrita-beffardo, balbettava frasi puerili e sconnesse per non condannare il governo israeliano del genocidio in corso a Gaza.
Il ministro degli esteri festeggiava il record di durata del governo del quale faceva parte, ma: "Non sono gli anni che contano nella vita, è la vita che metti in quegli anni", con queste parole Paolo Borsellino esprimeva una potente riflessione sul valore della libertà e sulla lotta contro la viltà.
-Renzo Mazzetti- (Venerdì 11 Settembre 2026 h.07,04)
I RICCHI
FANNO PIANGERE
(Ricordo da un racconto di
Bicefalo)
Ieri sera, davanti al televisore,
risate con le lacrime agli occhi,
non per il grande Crozza,
ma per il Forum di Cernobbio.
All’autorevole incontro
internazionale
di geopolitica ed economia,
i ricchi approvano il governo
e chiedono di più.
Il ministro dell’economia
ha le allucinazioni
e vede il prodotto interno lordo
(PIL)
verso l’un per cento (1%),
ma la percezione sensoriale
avviene
in assenza di uno stimolo esterno
reale,
poiché il debito pubblico
è aumentato fino a 3.150
miliardi.
Le opposizioni
danno segnali deboli e
disturbati,
per farsi vedere unite,
travisano la difesa con le armi,
confondono la guerra con la pace,
mescolano l’acqua con l’aceto.
Al popolo in croce danno da bere
la posca.
Insomma: i ricchi,
per diventare sempre più ricchi,
fanno piangere;
i governanti e le opposizioni,
per mantenersi il seggiolone con
i privilegi,
fanno ridere.
-Renzo Mazzetti- (Lunedì 7
Settembre 2026 h.07,50)
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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