AUTO NOCIVA

AUTO NOCIVA

(Ricordo da un racconto di nonna Teresina)

La società dei consumi ha ridotto gli umani a merce umanoide da sfruttare. La cuffietta protesi permanente. Schermi portatili isolanti antisociali. Individui asociali egocentrici ostili violenti. Il sangue contaminato, la carne e le ossa danneggiate dall’elettronica. Albertino torna dietro la scrivania, prende un libro e legge il titolo “L’automobile nuoce gravemente alla salute” come disintossicarsi e vivere felici di Giovanni Bigazzi, Aletti editore. A braccio prosegue: L’avvelenamento non è storia recente. La tossicità è iniziata con la motorizzazione di massa. L’automobile è stata la prima droga. Essa non è una fonte di libertà e di emancipazione sociale per chi l’utilizza. Per compito a casa: Studio del libro di Giovanni Bigazzi; svolgere il tema su: Un modello di sviluppo diverso. Compagne e compagni buonanotte.

-Renzo Mazzetti- (Giovedì 27 Agosto 2026 h.09,24)


RICORDO DELLE FRATTOCCHIE
Il periodo di studio,
vissuto con entusiasmo dal giovane operaio,
non sembrava avere aumentato
il suo bagaglio di conoscenze.
Quei giorni trascorsi
ad ascoltare le lezioni dei docenti
e a studiare sui libri,
a partecipare alle riunioni ristrette
e alle commissioni di lavoro
per approfondire specifici problemi,
a scrivere documenti
e preparare interventi orali
per le assemblee generali,
gli sembravano una semplice imitazione
della medesima attività politica
già svolta in sezione e nell'officina.
Questa impressione era la sensazione
che sentiva in superficie dalle sue prime riflessioni,
ma ciò non significava che ritornava
nelle stesse condizioni culturali di quando era partito.
Non gli era stato insegnato
come ci si presenta in pubblico:
se era più apprezzato
vestirsi con giacca e cravatta
oppure con jeans e maglietta;
se con il capello curato e corto
oppure lungo con la barba incolta;
se suscitava più simpatia
apparire con uno smagliante sorriso
oppure assumere un aspetto serio,
pensoso, riflessivo.
No, era chiaro,
non gli era stato insegnato nulla
che riguardasse l'apparire.
Non gli era stato insegnato
a studiare bene un testo
e riuscire a ripeterlo a memoria
senza esitazione e, con efficace comunicativa,
mantenere l'attenzione degli ascoltatori;
non gli era stato insegnato a credere
e avere fede nelle personalità importanti e famose,
ad obbedire sempre e comunque alla gerarchia superiore.
Non gli era stato insegnato nulla di nulla che già sapesse.
Eppure qualcosa di essenziale
sentiva volteggiare nel proprio intimo.
Mentre il treno lo riportava in Toscana,
il suo sguardo si perdeva nella compagna laziale
e il cervello continuava a pensare e curiosare;
lo sentiva allegro nella ricerca continua,
autonomo e pulsante come il cuore.
-Renzo Mazzetti- (Luglio 2012)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.


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