OPERAI ALLA RISCOSSA
OPERAI ALLA RISCOSSA
(Ricordo da un racconto di Bicefalo)
Vladimir Majakovskij all’inizio del poema “Il proletariato volante” scrive: “Nella Pravda si scrive la verità. Nelle Izvestia le notizie. Sono fatti. Prendili, se vuoi, e servili in tavola. Ma al poeta interessa anche quello che succederà tra duecento anni, o anche solo tra cento”. Il poema termina con “L’appello” in cui le ultime righe recitano: “Operaio! Contadino! Verifica toccando che anche i cieli sono tuoi! Con una potenza di centotrenta milioni, abbevera il desiderio di volare! Basta di strisciare come un pidocchio! Troveremo dove poterci sfrenare! Forza col cielo! Noi stessi innaffieremo il grano, verseremo sulle messi le nubi. Forza col cielo! Immergi nello straordinario futuro il coltello affilato delle parole! Forza, col cielo!”. Nel XXI° Secolo i caduti sul lavoro scendevano dal cielo. Portavano il rosso vessillo con i simboli del lavoro. Falce e martello splendevano di sole e s’agitavano al vento. Gli spiriti celesti riaccesero quelli terrestri. Lotta di classe. Pace e lavoro. Rivoluzione.
-Renzo Mazzetti- (Venerdì 1 Maggio 2026 h.12,32)
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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