GUERRA DI AGGRESSIONE

GUERRA DI AGGRESSIONE

(Ricordo da un racconto di “Miao!”)

Nella rubrica dedicata agli avvenimenti storici, Zampetta riportava il discorso agli italiani di Mario Correnti (Palmiro Togliatti) da Radio Mosca il 27 giugno 1941. Ecco il testo integrale: “Mussolini ha dichiarato che l’Italia si trova in stato di guerra con l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Certamente all’udire questa notizia la grande maggioranza degli italiani si è domandata, prima con stupore, poi con indignazione e con angoscia: Perché? Perché questa nuova avventura pazzesca e criminale? Non ne abbiamo avuto abbastanza della guerra contro l’Abissinia, dell’intervento contro il popolo spagnolo, dei disastri militari della Libia, dell’Africa Orientale, dell’Albania? Che interesse mai pu spingere il popolo italiano a mettersi contro i popoli dell’Unione Sovietica, a partecipare alla criminale aggressione contro di loro da parte del fascismo italiano?

Hitler, il losco avventuriero che ha ridotto in schiavitù il popolo tedesco e sogna di mantenere in schiavitù tutti i popoli dell’Europa, si è scagliato contro il popolo russo con la ferocia di un cane arrabbiato. Nessuna richiesta di nessun genere è stata presentata dal governo tedesco al governo russo. Nessuna questione era in pendenza tra i due paesi. Nulla che potesse nel modo anche più lontano giustificare il conflitto secondo i costumi del diritto internazionale. Perfido e traditore, Hitler ha violato i patti da lui sottoscritti e giurati, ha calpestato le sue promesse solenni, ha gettato l’esercito tedesco in un’avventura che costerà al popolo tedesco fiumi di sangue, in un’avventura in cui il fascismo tedesco gioca la sia testa e la perderà.

Mussolini si è schierato agli ordini di Hitler. Quale motivo, quale pretesto ha egli trovato a sua volta per giustificarsi? Nessuno. Il solo motivo è che Mussolini, dopo aver rovinato il paese con le sue avventure di guerra, col suo malgoverno, e con la sua incapacità, con la corruzione sua e di quelli bche lo circondano, per evitare il crollo del suo regime ha dovuto implorare l’aiuto dei tedeschi, ed è oggi vassallo di Hitler. Mussolini ha venduto l’Italia allo straniero, ha disonorato il nome italiano attaccando un anno fa alle spalle la Francia sconfitta e incapace di resistere. Egli ha compromesso l’onore del paese portando l’esercito italiano di disfatta in disfatta. Egli compromette oggi e il nostro interesse e il nostro onore dichiarandosi in guerra con la Russia.

L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche non ha mai commesso nessun atto ostile contro l’Italia. Il grande popolo russo è sempre stato amico del popolo italiano. Il potente progresso economico, politico, culturale, compiuto dai popoli dell’Unione Sovietica nel corso degli ultimi decenni, non fu mai e non può essere una minaccia per il popolo italiano. Al contrario! La grande maggioranza degli italiani, appartenenti a tutte le classi sociali, hanno sempre considerato questo progresso con simpatia, con fiducia, con entusiasmo. L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ha mostrato a tutto il mondo come un grande popolo può essere ad un tempo potente, libero e felice. E’ la libertà, la felicità, il benessere dei popoli della Russia che i barbari fascisti vorrebbero distruggere.

Ma la barbarie fascista non minaccia soltanto il popolo russo; essa si è abbattuta sui popoli di tutta l’Europa. Mettere a sacco le ricchezze di tutti i paesi; distruggere definitivamente l’indipendenza, la libertà di tutti i popoli; fare di tutta l’Europa un carcere, un campo di concentramento, un cimitero, questo è quello che vuole Hitler. Per questo i popoli dell’Europa e gli uomini liberi di tutto il mondo sentono che la causa per cui combattono oggi l’esercito e il popolo russo è anche la loro causa. Per questo contro la barbarie fascista si deve formare e si formerà ancora una volta l’unità di tutte le forze progressive del mondo intero.

In un’Europa dominata dal nazionalsocialismo tedesco sappiamo quale sarebbe il destino del popolo italiano, sarebbe il destino di essere definitivamente servo della brutalità tedesca, che gli italiani, purtroppo, conoscono già fin troppo bene. Fare la fame nel nostro paese mentre i prodotti del nostro suolo vengono requisiti per alimentare le bande hitleriane. Vedere i nostri operai spediti come mandrie a lavorare in Germania, lasciando qui le loro famiglie nella miseria. Non essere più padroni di noi stessi. Essere schiavi due volte, dei fascisti in casa nostra e dei tiranni di oltr’Alpe. Ecco dove Mussolini sta portando l’Italia. Egli ha tolto agli italiani la libertà, ha tolto loro il benessere, li ha precipitati nella guerra e nella miseria, e ora li vuol rendere per sempre vassalli dei tedeschi.

Non vi può essere, dunque, nessuna esitazione, l’Italia non potrà mai essere né forte né rispettata sino a quando il popolo italiano non sarà nuovamente libero da ogni tirannide straniera e domestica, sino a che esso non avrà spezzato il giogo del fascismo. Per questo ogni italiano che ami il proprio paese oggi non può augurarsi altro che una cosa: che il popolo russo sia vittorioso nella eroica lotta in difesa della sua patria, che i banditi fascisti tedeschi abbiano le reni spezzate e sia posto fine una volta per sempre al loro tentativo criminale di rendere schiava tutta l’Europa. Augurare la vittoria dell’esercito e del popolo russo, aiutare il popolo russo a difendersi e a vincere: questo è il dovere di ogni uomo libero, nemico della barbarie, amico della civiltà e del progresso; questo è il dovere di ogni italiano”.

-Renzo Mazzetti- (Mercoledì 29 Aprile 2026 h.13,26)



POLITICANTI INGENUE LEGGEREZZE
(Ricordo da un racconto di Rita)
L’esperienza insegnava. I compagni
che avevano fatto la Resistenza
e la lotta clandestina durante la dittatura fascista,
e poi la lotta politica nel dopoguerra,
sapevano che niente andava dato per scontato
e per sempre mantenuto.
Perciò costituirono una rete capillare
di Sezioni del Partito comunista in paesi e città
e nei posti di studio e di lavoro.
La questione più importante
era organizzare i lavoratori del braccio e del pensiero,
promuovere con essi la massima partecipazione,
elaborare programmi
per raggiungere l’obiettivo del benessere collettivo,
attuare la Costituzione democratica, difendere la libertà.
Con il trascorrere del tempo,
perduta la conoscenza storica, perduta la fede politica,
prese il sopravvento il contagio velenoso
del reazionario imborghesimento
con l’adeguamento alla mentalità
e alle consuetudini della borghesia,
al sentirsi appagati e rilassati
nell’illusione che la democrazia e la libertà
fossero ormai patrimonio di tutti.
Invece così non fu.
E l’intera società tornò indietro,
andavano a votare, più o meno, la metà degli elettori,
al governo le destre con figli e nipoti nostalgici del fascismo.
-Renzo Mazzetti- (Martedì 28 Aprile 2026 h.10,27)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.








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