CALCIO ITALIA

CALCIO ITALIA

(Ricordo da un racconto di Rita)

De Gregori cantava: … Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari, che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia, e chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai, di giocatori tristi che non hanno vinto mai. Lucio Dalla cantava: … bisogna saper perdere, bisogna saper perdere, non sempre si può vincere. La disciplina sportiva del calcio era vera disciplina in cui anche la sconfitta era vera; non era come la politica governativa che pretendeva sempre e comunque la “vittoria” e, se non ci riusciva, trasformava la sconfitta in falsa vittoria con la forte dialettica della propaganda sostenuta dalla bugia: sconfitte cocenti trasformate in vittorie apparenti per continuare nell’usufrutto dei beni sottratti al popolo. I nostri calciatori erano super sfruttati dal sistema mercato come lo erano i nostri lavoratori retribuiti con i miseri e bassi salari. Quante ore di duro lavoro dovevano fare? Quante partite dovevano vincere i nostri giocatori super sfruttati di lusso? Quanto tempo per gli allenamenti? Quanto il tempo per il completo riposo veramente rilassante e di svago? Quanto il tempo per il recupero fisico e mentale?

-Renzo Mazzetti- (Giovedì 2 Aprile 2026 h.15,17)



IL CALCIO
(Ricordo da un racconto di Tirella)
Il calcio è un colpo dato con un piede.
C'è calcio e calcio.
Quello dell'indefinito metaforico:
un calcio al passato;
un calcio al presente;
un calcio al futuro;
un calcio ai pensieri;
un calcio ai ricordi;
un calcio al destino;
un calcio al conformismo;
un calcio alla buona creanza;
un calcio alla sudditanza.
Poi c'è il calcio mitico
sofferente esaltante della disciplina sportiva:
calcio dato alla palla piena di aria
che afferra la vittoria con le maggiori reti con i goal realizzati.
La partita di pallone ha il proprio calcio d'inizio
eseguito da chi dalla sorte è stato designato dalla classica monetina
gettata in aria al centro del campo di gioco.
La partita della vita ha un inizio diverso dalla partita di calcio.
La mia partita ebbe inizio con il calcio in culo
sferratomi da mio padre con tanta forza da farmi saltare,
a piè pari,
un'intera rampa di un piano di scale.
Per questo ancora sono in campo.
Per questo ancora gioco.
Essere stato pallone e avere conosciuto l'effetto del calcio
mi permette di cercare la porta avversaria,
mi permette di fare ancora goal.
E' una grande soddisfazione.
Ma se non ricordate di avere ricevuto una bella pedata
non potete neppure immaginare cosa significa giocare”.
-Renzo Mazzetti- (Giovedì 22 Agosto 2013 h.19,59)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.



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