SOLTANTO PAROLE

SOLTANTO PAROLE

(Ricordo da un racconto di Rita)

Parole, parole, parole, parole, soltanto parole, parole tra noi. Ascoltando il notiziario ritornava in mente il canto di Mina. Parole, parole, parole, soltanto parole, parole dei governanti, parole che prendevano in giro i lavoratori. Parole-parole, soltanto parole dei governanti. Carovita sempre più salato per tutti. Salari e stipendi arretravano. Parole-parole, soltanto parole dei governanti. I loro “vedremo, faremo, controlleremo”, in realtà erano: non vediamo, non sentiamo, non controlliamo, non prenderemo nessun concreto provvedimento. D’altronde il truffaldino comportamento dei vanagloriosi governanti era già più volte accaduto. Sarebbe stato più intelligente comportarsi come la famosa scimmietta che, oltre a non vedere e a non sentire, era cosciente della propria nullità, e si vergognava anche di parlare, e restava zitta, e in silenzio aspettava che passasse del tempo sperando nella dimenticanza del popolo.

-Renzo Mazzetti- (Giovedì 12 Marzo 2026 h.12,29)



GIOCO DI PAROLE
(Ricordo da un racconto di Tirella)
Si raccontava un tempo lontano
che per diventare un buon politico
si doveva almeno conoscere la storia.
Perché? La parola storia
deriva dal greco historia che significa: indagine.
Compiere continuamente un'approfondita indagine
costituisce uno dei contributi fondamentali
per imparare a pensare in maniera personale,
originale e autonoma. Il divenire storico
ha le sue origini nella vita e nella lotta politica.
La conoscenza della storia e della storia della storia
libera il gioco di parole della ricerca continua.
Tocca a te, dice Foresto. Ascanio smette di leggere,
si siede davanti allo specchio
e ordina il taglio a sfumatura bassa con le basette normali.
Pietro prende il libro e fra sé e sé borbotta:
“Tutti dovrebbero leggere i falsificatori della storia”.
-Renzo Mazzetti- (Venerdì 12 Giugno 2015 h.18,17)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.



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