TERRORISMO E COMPORTAMENTO

TERRORISMO E COMPORTAMENTO

(Ricordo da un racconto di Pallino)

A noi il terrorismo contro i palestinesi che provocava migliaia di morti non suscitava sdegno e sentite condoglianze. Il terrorismo che uccideva un ebreo a noi faceva ribrezzo e subito si esprimevano le nostre sentite condoglianze. Il terrorismo a noi amico era giustificato con l’argomentazione che Israele aveva il diritto di difendersi, e, addirittura, eravamo talmente amici, amici ciechi, ma, comunque, complici del genocidio del popolo palestinese. Il terrorismo nemico del nostro amico era sempre e subito condannato. Il nostro comportamento ricordava quello da noi tenuto nei confronti dei terrorismi italiani. Inventammo gli “opposti estremismi” per cui il terrorismo “rosso” veniva condannato, mentre quello “nero” aveva, aperta o subdola, nostra complicità. 

-Renzo Mazzetti- (Domenica 14 Dicembre 2025 h.16,12)


LA VIOLENZA
(Ricordo da un racconto di Bicefalo)
La persecuzione politica e razziale
non stroncò l'unità della nostra comunità.
Costituimmo gruppi di resistenza e di assistenza
che non riuscirono a salvare la vita di molti.
La violenza dell'occupante tedesco
e della Repubblica di Salò
portarono tanti nei campi di sterminio,
altrettanti furono trucidati
direttamente nella propria abitazione.
In via S. Andrea, luogo come migliaia di altri,
la scritta: Accolti a fraterna difesa,
in questa casa ospitale di Giuseppe,
cittadino stimato e in tempi non tristi pro sindaco di Pisa,
il 1 agosto del 1944 insieme assassinati: Dario, Teofilo, Ida,
Cesare, Ernesto, Cesira in qualità di ebrei e Giovanna,
Alice, Silvia, Emilia, Dante in qualità di cristiani.
Inciso sul marmo il ricordo, il monito,
l'auspicio di umana fraternità.
-Renzo Mazzetti- (Lunedì 25 Gennaio 2016 h.15,33)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.


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