DISORDINE E INFILTRATI

DISORDINE E INFILTRATI

(Ricordo da un racconto di Therios)

Gli scontri che avvenivano nelle piazze quando si manifestava per la pace, per il disarmo e contro il genocidio del popolo palestinese erano provocati dagli infiltrati. Le forze del disordine, preoccupate dalla immensa partecipazione di lavoratori, studenti e popolo, cercavano di far desistere e, seminando violenza, distruzione e paura, facevano di tutto per allontanare chi voleva pace e giustizia. Puntualmente al termine di manifestazioni partecipate e pacifiche, un'esplosione di violenza circoscritta catalizzava l'attenzione mediatica, oscurando le ragioni e la portata del dissenso. Gli infiltrati provocatori sono da sempre serviti per dare la violenza in pasto all'informazione di regime. Violenza che veniva gonfiata oltre misura nei notiziari sugli scontri, violenza fuori il contesto di una manifestazione di migliaia di persone pacifiche, violenza che serviva per screditare chi protestava democraticamente e pacificamente. Insomma, gonfiando la notizia degli scontri e tralasciando la totalità dei manifestanti pacifici, si cercava di far passare che tutti i manifestanti erano dei violenti e distruttori di ogni cosa che gli capitasse a portata di mano. La vera posta in gioco non era la vetrina infranta o il cassonetto incendiato. Il vero bersaglio era quello di non far percepire il successo ottenuto da chi manifestava in modo ordinato e consapevole, la cui forza numerica e chiarezza di intenti costituiva un fastidio enorme per il potente di turno.

-Renzo Mazzetti- (Venerdì 17 Ottobre 2025 h.18,20)



DISORDINE
La democrazia e la libertà non vivono
senza la partecipazione attiva del popolo
alla vita socio-culturale-politica della collettività.
Quando i politici di professione
pensano che non si possa più odiare l’ignoranza,
il servilismo, l’ingiustizia,
che i problemi di oggi non siano né di destra né di sinistra,
la società regredisce,
il popolo non è libero e vive nella metafora della vita.
Quando il potente di turno
opera per l’interesse suo personale e la casta,
plagia con gli strumenti dell’informazione,
il cittadino-schiavo diventa un imitatore
e si riconosce ammirando addirittura il potente.
Ci può salvare il moto di orgoglio della cultura
nel ruolo della informazione, della sua rigorosa,
onesta, autonomia perché si espanda lo spirito critico.
Desidero ricordare la splendida canzone di P. Pietrangeli…
Voi gente per bene che pace cercate,
la pace per fare quello che volete… “.
Coloro che si definiscono “ di sinistra “
percepiranno un piccolo brivido lungo la schiena?
Spero tanto di sì,
perché la speranza di cambiare questa sporca società,
non sarà del tutto perduta.
-Renzo Mazzetti-
(Lunedì 10 Agosto 2009)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.








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