BEATRICE LUCE INTELLETTUALE PIENA D'AMORE
BEATRICE LUCE INTELLETTUALE PIENA D'AMORE
Il poeta è vittima dei suoi fantasmi, e vive entro a quel mondo e ne sente e riflette tutte le impressioni. Beatrice muore. "non era degna di sì gentil cosa", e tornata gloriosa nel cielo, diviene "spiritual bellezza grande", che spande per il cielo luce d'amore e fa la maraviglia degli angioli. Questa bellezza spirituale, o, come dice Dante altrove, "luce intellettual, piena d'amore", è il mondo lirico realizzato nell'altra vita, dove il fantasma sparisce e la verità ti si porge nel suo splendore intellettuale, pura intelligenza, bellezza spirituale, scorporata. Ora la luce intellettuale dissipa ogni ombra: non hai niente più d'indeciso, niente più di corporeo: sei nel regno della filosofia, dove tutto è precisione e dommatismo, tutto è posto con chiarezza, e discorso a modo degli scolastici. E poiché la filosofia non è potuta divenire virtù, poiché in terra essa è proscritta, rimane una realtà puramente scientifica e dottrinale. L'impressione ultima è che la terra è il regno delle ombre e dei fantasmi, la selva dell'ignoranza e del vizio, la tragedia che ha per sua inevitabile fine la morte e il dolore, e che la realtà, l'eterna e divina commedia è nell'altro mondo. La morte è il principio della vita, è la trasfigurazione. Perciò il vero centro di questa lirica, la sua vera voce poetica è il sogno della morte di Beatrice, là dove sono in presenza questa vita e l'altra, e mentre il sole piange e la terra trema, gli angioli cantano l'Osanna.
INDOVINA L'INDOVINELLO: CHI E' L'AUTORE?
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(Ricordo da un racconto di Therios)
Ignoranza è la condizione di colui che non sa;
è la mancanza d'istruzione, di sensibilità umana, di amore,
di spirito fraterno, di rispetto ambientale e di se stessi.
La libertà non è raffigurabile in una statua. La libertà è dinamica.
A onor del vero, il grande Marx:
“Il libero sviluppo di ciascuno è condizione per lo sviluppo di tutti”.
L'avanzare storico e tutto il progresso presuppone il dinamismo.
Perciò, soprattutto l'istruzione non deve essere semplificata e,
tanto meno, calmierata con il criminale numero chiuso,
di accesso o programmato, o con qualsivoglia altro nome e scusante
con giustificazione e attuazione di mentalità coloniale-capitalistica
escogitata, per sabotare l'aspirazione e l'entusiasmo giovanile
perché ciò significherebbe compiere azioni criminali
distruttive delle intelligenze delle nuove generazioni
e di chiunque voglia studiare quel che gli interessa e piace.
Difatti, in sintesi: semplificare l'insegnamento
significa moltiplicare l'ignoranza complessa.
Sappiamo cosa ha significato e tutt'oggi significa
(per esempio) il COLONIALISMO?
Voglio studiare quel che mi piace e quel che mi pare!
-Renzo Mazzetti- (Venerdì 1 Settembre 2017 h.15,38)
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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