ORMONI SPAZIALI

sabato, 20 gennaio 2018

ORMONI SPAZIALI

Per quanto gli Aeroliti, sederoliti, sideriti e tectiti apparissero scientificamente interessantissimi, si pensava che fossero inerti, che non potessero fornirci alcuna testimonianza sull’eventuale presenza di altre forme di vita nell’universo. Ma una volta accadde che, uno di quei sassi conteneva composti organici, fra cui una sostanza chimica affine ad un ormone sessuale e un’altra vicino al colesterolo. Delle meteoriti, hanno confermato che alcune ci portano, senza ombra di dubbio, tracce di vita organica extraterrestre. No, non siamo soli nell’universo. Ascanio smette di leggere la GAZZETTA DEL BARBIERE, si siede davanti allo specchio e aspetta Foresto (uscito per prendere la posta) per il taglio dei capelli. Eligio, con in mano un volantino di propaganda (con un profondo sospiro) sussurra mesto: loro vanno in Africa, io spero che arrivi qualche spirito vivente, salvatore vero. Vero? gli fa eco Foresto, rientrato nel frattempo. (Ricordo da un racconto di Bicefalo).



LUMUMBA (disegno di Guttuso).

L'AFRICA SARA' LIBERA

Piangi, amato mio fratello negro nei millenni di morti bestiali!
Le tue ceneri furono sparse per la terra dal simun e dall'uragano.
Tu, che non hai mai innalzato piramidi
per tutti i tuoi potenti boia,
tu, catturato nelle razzie, tu, battuto
in ogni battaglia in cui trionfa la forza,
tu, che hai imparato in una scuola secolare
un solo slogan: schiavitù o morte,
tu, che ti sei nascosto nelle jungle disperate,
che hai affrontato tacendo migliaia di morti
sotto la maschera della febbre delle paludi...

E venne il giorno in cui comparve il bianco.

Fu più astuto e cattivo di ogni morte,
barattò il tuo oro
con uno specchietto, una collana, ninnoli,
e corruppe con l'alcool i figli dei fratelli tuoi
e cacciò in prigione i tuoi bimbi.
Allora tuonò il tam-tam per i villaggi
e gli uomini seppero che salpava
una nave straniera per lidi lontani,
là dove il cotone è un dio, e il dollaro è imperatore.

Condannato a una prigionia senza fine,
lavorando come una bestia da soma
tutto il santo giorno sotto il sole spietato,
solo una cosa temevi:
che ti lasciassero vivere, ti lasciassero vivere.
E presso il fuoco, nell'allarme, nei confusi sogni
ti sfogavi in canti di dolore
semplici e senza parola, come l'angoscia.
Accadde che persino ti rallegrasti
e in una esuberanza di forza danzasti
e tutto uno splendore di nuova virilità,
tutta una giovane volontà risuonasse,
su corde di rame, su tamburi di fuoco,
e il principio di questa potente musica
crebbe dal ritmo del jazz come un tifone,
e gridò alto agli uomini bianchi
che non tutto il pianeta appartiene a loro.
Musica, tu hai consentito anche a noi
di sollevare il volto e di guardare negli occhi
la futura liberazione della razza.
Che le rive dei vasti fiumi che portano
verso l'avvenire le loro onde vive
siano tue!
Che tutta la terra e tutte le ricchezze
siano tue!
Che il caldo sole di mezzogiorno
bruci le tue pene.
Si asciughino ai raggi del sole
le lacrime che il tuo avo versò,
tormentato in queste lande luttuose!
Il nostro popolo, libero e felice
vivrà e trionferà nel nostro Congo.
Qui, nel cuore della grande Africa!
-Patrice Lumumba-

Vedi: SEGRETI PIROTECNICI (3 Gennaio 2018)





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