LA LETTERA DI LUCA
domenica, 1 maggio 2011
LA LETTERA DI LUCA
Carissimo Sig. B., la ringrazio per l’intervento pubblicato su Il Tirreno del 26 aprile perché mi permette di intervenire su un argomento complesso e di attualità che chiama in causa prima di tutto gli obbiettivi della sinistra comunista nel nostro paese. Per quel che riguarda le critiche che Lei ci riserva, in quanto Partito della Rifondazione Comunista, posso dirLe che non sono certo nuove, e che spesso dobbiamo confrontarci con le Sue argomentazioni, dovute, io penso, però, principalmente ad un difetto di comunicazione e di socializzazione più che ad una reale volontà politica o ad un’assenza di attenzione alla classe operaia. Tant’è trovo singolare che Le sia sfuggito nella stessa pagina da Lei utilizzata, visto che non Le menziona, una mia uscita sugli incidenti sui luoghi di lavoro (in riferimento alla morte dell’edile di pochi giorni fa a Calambrone) così come, sempre per rimanere nel breve periodo, alcune prese di posizione sulla situazione Piaggio. Allungo la lista rammentando l’impegno profuso dal partito per altre situazioni lavorative provinciali come la Bulleri spa di Cascina, sulle saline della valdicecina o della Saint Gobain come sulle cooperative di servizi aeroportuali. Ma c’è di più: il sostegno alla FIOM nelle vertenze Fiat, negli scioperi sindacali nella nostra regione o nel prossimo 6 maggio, giorno dello sciopero generale, alla cui indizione sicuramente hanno dato un contributo decisivo molti compagni comunisti. Voglio infine informarLa del fatto che l’ unico rappresentate politico in aula al processo contro la ThyssenKrupp è stato il Segretario nazionale del PRC Paolo Ferrero. Mi fermo qui segnalando che sia sul nostro sito provinciale che su quello attivato proprio per la tematica “lavoro” www.controlacrisi.org) cosi come su Liberazione (il nostro quotidiano) potrà costantemente visionare il lavoro che dedichiamo alla classe operaia. É sufficiente? No, se Lei ci scrive queste cose vuol dire che è ancora insufficiente. Ne siamo consapevoli ma spesso come vede non dipende solo dalle forze di sinistra e comuniste. Direi che questa società individualizzata, egoista e inconsapevole delle proprie forze (un tempo si sarebbe detto senza coscienza di classe) non solo non si accorge dell’attenzione che alcune organizzazioni politiche gli indirizzano, ma soprattutto non si accorge dei possibili alleati di classe con cui sviluppare la propria forza. Le ricordo, infatti, che migranti, rom, precari, disoccupati, operai vivono oggi una condizione di inferiorità sociale per la disgregazione che i padroni ed il capitalismo neoliberista creano ad arte, quel meccanismo della “guerra tra poveri” che non ci stanchiamo mai di denunciare. Insomma penso che solo l’unità delle classi popolari potrà sconfiggere la crisi finanziaria ed economica in cui ci troviamo e tocca soprattutto a queste unirsi. Per quanto ci riguarda continueremo a lavorare per l’unificazione di tutti questi soggetti e ringraziandoLa intensificheremo l’impegno affinché lettere come la Sua non abbiano più modo di essere manifestate assicurandoLe però Sig. B. che là dove vengano calpestati “diritti”, sia per i rom come per la classe operaia e al di là del consenso elettorale che questo ci porterà, che piaccia o no, noi ci saremo. -Luca Barbuti-
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