IL CAVALIERE DOPPIO
sabato, 11 dicembre 2010
IL CAVALIERE DOPPIO
[la trappola del cavaliere doppio.] = Le gocce di sangue, passando attraverso le maglie delle armature e cadendo ancora tiepide sopra la neve, formavano piccoli fiori rosei. In capo a pochi istanti la bianca coltre somigliava ad un crivello, tanto frequenti e fitte piovevano le gocce. I due cavalli erano feriti. Cosa strana, Oluf sentiva si di sé i colpi che assestava all’ignoto cavaliere; soffriva per le ferite che infliggeva e per quelle che riceveva: aveva avvertito un gran gelo nel petto, come se una lama l’avesse trafitto cercando il cuore, eppure la sua corazza era intatta in corrispondenza del cuore: la sua unica ferita era dovuta a un colpo ricevuto al braccio destro. Singolare duello, in cui il vincitore soffriva quanto il vinto e in cui dare e ricevere erano una cosa sola. Chiamando a raccolta tutte le forze, Oluf fece volar via con un fendente l’orribile celata dell’avversario. O terrore! Vide se stesso: uno specchio sarebbe stato meno fedele. Si era battuto col proprio spettro. -Théophile Gautier- (pezzettino tratto dal racconto: Il cavaliere doppio)
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