SANCTI
domenica, 1 novembre 2009
SANCTI
Tutti santi sono coloro i quali, per l'eroicità delle loro virtù, sono stati riconosciuti degni di venerazione.
Sant’Antonio dà il fuoco agli uomini.
Una volta, al mondo, non c’era il fuoco. Gli uomini avevano freddo e andarono da Sant’Antonio che stava nel deserto a pregarlo che facesse qualcosa per loro, che con quel freddo non potevano più vivere. Sant’Antonio ne ebbe compassione e siccome il fuoco era all’Inferno, decise d’andare a prenderlo.
Sant’Antonio prima di fare il santo era stato porcaro, e un porchetto della sua mandria non l’aveva mai voluto abbandonare e lo seguiva sempre. Così Sant’Antonio, col suo porchetto e il suo bastone di ferula si presentò alla porta dell’Inferno e bussò. – Apritemi, che ho freddo e mi voglio riscaldare!
I diavoli, dalla porta, videro subito che quello non era un peccatore ma un santo e dissero: – No, no! T’abbiamo riconosciuto! Non t’apriamo! – Apritemi! Ho freddo! – insisteva Sant’Antonio, e il porco grufolava contro la porta. – Il porco sì che lo lasciamo entrare, ma te no! – dissero i diavoli, e aprirono uno spiraglio, tanto che entrasse il porco. Il porco di Sant’Antonio, appena fu all’Inferno, cominciò a scorrazzare e grufolare per ogni dove, e metteva tutto in scompiglio.
I diavoli dovevano corrergli dietro a raccogliere tizzoni, a raccattare pezzi di sughero, a rialzare tridenti che lui faceva cadere, a rimetter a posto forche e strumenti di tortura. Non ne potevano più, ma non riuscivano ad acchiappare il porco né a cacciarlo via. Finirono per rivolgersi al Santo, che era rimasto fuori dalla porta: – Quel tuo porco maledetto ci mette tutto in disordine! Venitelo a riprendere.
Sant’Antonio entrò nell’Inferno, toccò il porco col suo bastone e quello se ne stette subito quieto. – Visto che ci sono, – disse Sant’Antonio, – mi siedo un momento a scaldarmi, – e si sedette su un sacco di sughero, proprio sul passaggio, stendendo le mani verso il fuoco. Ogni tanto, davanti a lui passava un diavolo di corsa che andava a dire a Lucifero di qualche anima di questo mondo che lui aveva fatto cadere in peccato. E Sant’Antonio, col suo bastone di ferula, giù una legnata sulla schiena!
Questi scherzi non ci piacciono, – dissero i diavoli. – Tieni giù il bastone. Sant’Antonio posò il bastone con la punta in terra inclinato accanto a sé, e il primo diavolo che passò di corsa gridando: – Lucifero! Un’anima sicura! – ci inciampò e picchiò la faccia in terra. – Basta! Con questo bastone ci hai annoiato! – dissero i diavoli. – Ora te lo bruciamo -. Lo presero e ne ficcarono la punta nelle fiamme.
Il porco in quel momento ricominciò a buttar all’aria tutto: cataste di legna, uncini, torce. – Se volete che lo faccia star buono, – disse Sant’Antonio, – dovete ridarmi il bastone -. Glielo ridiedero e il porco stette subito buono. Ma il bastone era di ferula, e il legno di ferula ha il midollo spugnoso, e se una scintilla o un carboncino c’entra dentro, continua a bruciare di nascosto, senza che di fuori si veda. Così i diavoli non s’accorsero che Sant’Antonio aveva il fuoco nel bastone. E Sant’Antonio dopo aver predicato ai diavoli, col suo bastone e il suo porchetto se n’andò via, e i diavoli tirarono un sospiro di sollievo.
Appena fuori all’aria del mondo, Sant’Antonio alzò il bastone con la punta infuocata, e la girò intorno facendo volare le scintille, come dando la benedizione. E cantò:
Da quel momento, con gran contentezza degli uomini, ci fu il fuoco sulla terra. E Sant’Antonio tornò nel suo deserto a meditare.
(Meditazione su:(Logudoro) Einaudi,1980 Fiabe italiane raccolte e trascritte da Italo Calvino).
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