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ARIA NUOVA IN CONVENTO

  mercoledì, 16 giugno 2010 ARIA NUOVA IN CONVENTO Il convento ospitava una scuola media, ma le scolare erano tutte a casa per le loro vacanze estive quando la rivolta scoppiò, e le monache erano fuggite. Mentre eravamo ferme, un po’ esitanti, di fronte alla porta del convento, improvvisamente fummo circondate da tutto il vicinato. La gente sbucava dalle porte e dalle finestre e una dozzina di donne venne fuori trotterellando da quel gruppo di case per venirci a parlare. Perché le monache sono andate via? Sono state minacciate? Domandai. Una donna alta e grossa, dalla faccia simpatica, vestita di un chimono di cotone, ridacchiò. Oh, no, companera, disse non è successo nulla; nessuno ha chiesto a loro di andarsene. Ma hanno sentito delle voci dai loro amici e parenti, e il loro cappellano ha detto loro di andarsene. Che cosa siete venute a fare qui? Gridò una donna dalla finestra. Forse siete imparentate con le suore? Forse siete venute a prendervi quello che c’è dentro al conve...

LA LOCOMOTIVA

  martedì, 15 giugno 2010 LA LOCOMOTIVA La laboriosa fine del governo di Sancio Pancia. Era trascorsa una settimana da quando l’illustre governatore teneva le redini del suo impero. Stanco morto, sazio non di buone pietanze ma di processi, regolamenti e leggi nuove profittava della calma della notte per prendere un momento di riposo. Già le sue ciglia si chiudevano al sonno, quando, ad un tratto, lo risvegliarono un terribile frastuono e il suono delle campane. Sorpreso, turbato, atterrito, Sancio balzò dal letto, infilò le pantofole e, senza vestirsi, corse alla porta della propria camera. Nel medesimo istante, giungevano di corsa una ventina di persone, colla spada in mano, recando delle fiaccole e gridando con tutte le loro forze: All’armi! All’armi! Signor governatore, i nemici sono nell’isola; siamo perduti, non abbiamo speranza che nel vostro valore. Sancio guardava in silenzio. Armatevi, armatevi, monsignore, o è finita per voi e per il vostro governo! Avrò un bell’armar...

RISPOSTA A MORETTO

lunedì, 14 giugno 2010 RISPOSTA A MORETTO La situazione mi entusiasma; proseguo l’impegno a Torre Giulia; gli errori degli uomini stanno facendo una terribile cernita, simile al periodo fascista, allora ci salvarono i comunisti veri; per me la lotta continua; la chiave di lettura del mondo è quella marxista, ancor di più moderna; il capitalismo è ormai strafatto, si avvita pazzamente su se stesso, stritola i lavoratori e i giovani, riporta indietro la società nel Medio Evo. Ci salveremo con l’impegno culturale, analisi della società economica, sociale, alto senso del compito, intransigente moralità, orgoglio. Ciao! INDOVINA L’ INDOVINELLO:  IN CHE ANNO E CHI  HA SCRITTO QUESTA RISPOSTA? ???????????????????????????????????????????????????? ALLA FORTUNA O dea, regina e amica di Anzio, che sai d’un colpo volgere gli uomini dal fondo al sommo e nei più tristi lutti ribalti i più bei trionfi, a te il colono guarda sollecito, a te, signora eterna del pelago, chiunque affronti ...

VESSILLO DI SATANA

  domenica, 13 giugno 2010 VESSILLO DI SATANA     Questa volta vogliamo parlare del pensiero e dell’attività di Garibaldi di fronte alla democrazia ed al movimento operaio. Se, infatti, egli lottò sempre col popolo e per il popolo, fece egli, forse, tutto ciò inconsciamente? No, egli nutriva nel suo cuore delle idee molto chiare e precise, anche se molto semplici. Egli comprendeva che non vi poteva essere per il popolo italiano e per tutti i popoli, una vita migliore senza la indipendenza, la libertà e la democrazia. Queste erano le idee fondamentali della parte migliore del nostro popolo ed erano anche le idee di Garibaldi, che, allora, rappresentava l’unità delle classi popolari. Appunto per questo egli fu odiato dai ceti dirigenti clericali e monarchici, nemici acerrimi d’ogni sia pur minima forma di emancipazione degli umili e degli sfruttati. Quando, dopo il 1860, molti repubblicani diventarono, o si avviarono a diventare, monarchici, Garibaldi riaffermò la s...

ILLEGGIBILITA’ E POTERE

  sabato, 12 giugno 2010 ILLEGGIBILITA’ E POTERE   All’apparire delle masse, le avanguardie si erano ritirate nel guscio come lumache che abbiano avvertito il pericolo. L’illeggibilità, nella loro sincera intenzione, avrebbe dovuto mettere una distanza tra i loro testi e le odiate moltitudini. Attraverso l’illeggibilità si sperava, insomma, di evitare l’umiliante e infamante successo di massa. Senonché, le avanguardie tutto avrebbero potuto prevedere salvo che le masse avrebbero decretato il successo dei loro libri appunto perché erano illeggibili. Da allora si è stabilito un tacito accordo tra le masse e le avanguardie: le masse comprano i libri perché sono illeggibili e le avanguardie hanno trasferito la loro avversione dalle masse agli scrittori leggibili. Questi in realtà sono i veri nemici; non le masse ignoranti ed ottuse le quali, però, comprano i testi proprio perché sono illeggibili, ossia, nel senso letterale della parola, li consumano. Mentre gli scrittori leggi...

ENRICO!

  venerdì, 11 giugno 2010 ENRICO! Enrico Berlinguer cinque anni dopo la sua morte: c’erano molti modi possibili per ricordarlo. Potevamo rievocare la commozione e il dolore con cui una grande parte del popolo italiano si strinse intorno a lui nei giorni dell’agonia; l’indimenticabile fiume di donne e di uomini che lo accompagnò per l’ultima volta per le strade di Roma. Abbiamo fatto una scelta diversa. Una scelta che si rivolge, in primo luogo, a una generazione nuova che non fu partecipe, se non marginalmente, di quella emozione, né della lunga stagione politica di cui Berlinguer fu protagonista. Questa generazione si affaccia oggi sulla scena della vita politica e civile dell’Italia con i tratti di una identità nuova. Gli anni della egemonia neoconservatrice hanno lasciato certo il segno, ma i giovani appaiono i più pronti a captare gli elementi di novità. L’aspirazione alla pace e al disarmo, a nuove relazioni umane, la difesa dell’ambiente naturale come condizione per una v...

IL BABIRUSSA

 giovedì, 10 giugno 2010 IL BABIRUSSA Carissima Tania, una cosa che mi ha fatto molto ridere nell’ultima tua cartolina, è la tua affermazione di sapere che io ci tengo che mi si facciano gli auguri per il mio onomastico. Non so chi ti abbia rivelato questo segreto, tanto nascosto che dall’età di sei anni non lo sapevo neppure più custodire dentro di me. Solo fino ai sei anni ho ricevuto dei regali per il mio onomastico. Però un altro segreto io ti voglio rivelare: non sono mai riuscito a soddisfare e forse, ahimè, non lo soddisferò mai, il desiderio di mangiare una frittura mista di rognoni e di cervello di babirussa e di rinoceronte. Cara Tania, in ogni modo ti ringrazio degli auguri, con la semplice avvertenza che il Sant’Antonio che mi protegge non è quello di giugno, ma quello di gennaio, accompagnato dalla specie europea del babirussa. Purtroppo il babirussa abita solo nelle isole della Sonda e quindi è molto difficile da procurare, specialmente sotto forma di cervello e r...