PROLETARIATO FELICE

PROLETARIATO FELICE

(Ricordo da un racconto di Rita)

Nelle grandi lotte del Sessantotto studentesco e dell’Autunno caldo operaio, la nostra gioventù scandiva il grido di battaglia “Lotta dura senza paura”. Altro grido di battaglia, non meno importante e significativo ”Scemo scemo scemo” rivolto al crumiro, che era uno studente oppure un operaio ignorante e pauroso, che non lottava e restava schiavo di corpo e di pensiero. Non più mercanti d’armi e criminali di guerra. Non più giochi truccati nelle borse con i nostri risparmi. Non più soldi per le armi. L’ideale sprona per l’avvento proletario. L’internazionale del libero governo di liberi lavoratori salvezza del mondo. Terra santa liberata dalla guerra.

-Renzo Mazzetti- (Sabato 8 Agosto 2026 h.07,38)


POVERA MACCHINA MORTA
Eri nella fatica assillante
che nella massacrante cadenza
ottenebrava il cervello
e affiacchiva le membra.
Al ritmo della catena di montaggio
nella fabbrica prigione
vegetavi invecchiando
e alla sera avevi già sonno
prima del "Carosello".
Ma il tuo era un altro mondo
non quello illuso pari a te stesso
che inerme subivi inconscio
la violenza, il sopruso, l'inganno.
Mai diventasti uomo.
Neppure alla tua morte
lasciasti una briciola di conoscenza
del tuo stato di essere
che ti videro spegnere a poco a poco
senza fare alcuna domanda,
senza chiederti nessun perché.
Ed ora giaci povera macchina
povera macchina morta
senza un grido, senza un guaito.
-Renzo Mazzetti- (2009)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.





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