ARIANI MEDITERRANEI BIS

ARIANI MEDITERRANEI BIS

[ MARTEDI' 16 GENNAIO 2018 h. 05,59 ]

(Meditazione su: “ CHE GLI INDIGENI NON DUBITINO DELLA NOSTRA SUPERIORE CIVILTA' ” di Benito Mussolini. (parte del discorso del 25 Ottobre 1938 al Consiglio nazionale del Partito Fascista)

Io ho parlato di razza ariana fin dal 1921, e sempre di razza. Una o due volte ho detto stirpe,

naturalmente alludendo alla razza. E quindi ho respinto le parole schiatta, genere umano, ecc. e altre
parole del genere troppo evanescenti. Per il Papa forse le anime non hanno colore, ma per noi i volti
hanno un colore (applausi vibranti e prolungati). Ora pur avendo io parlato sempre di razza, la
borghesia si e svegliata all'improvviso e ha detto: “Razza?”. All'ora io mi sono domandato: “Per
avventura non sarei come quel tale autore più citato che letto!”. Ora il problema razziale è di una
importanza enorme e l'averlo introdotto nella storia d'Italia avrà conseguenze incalcolabili.
I Romani antichi erano razzisti fino all'inverosimile. La grande lotta della Repubblica Romana fu
appunto questa: di sapere se la razza romana poteva aggregarsi altre razze. Questo principio razzista
introdotto per la prima volta nella storia del popolo italiano storna un altro di quelli che oggi si
chiamano complessi di inferiorità. Anche qui ci eravamo convinti che non siamo un popolo ma un
miscuglio di razze, per cui c'era motivo di dire negli Stati Uniti: “Ci sono due razze in Italia: quella
della Valle del Po e quella meridionale”. E queste discriminazioni si facevano nei certificati, negli
attestati ecc. (poi: un popolo di bastardi, e in tal senso la democraticissima America discriminava gli
emigranti italiani a seconda dei paralleli).
Ora noi non siamo Camiti, non siamo Semiti, non siamo Mongoli. E allora se noi non apparteniamo a nessuna di queste razze, siamo evidentemente ariani e siamo venuti dalle Alpi, cioè dal Nord. Quindi siamo ariani di tipo mediterraneo: una delle poche razze pure esistenti in Europa.
Le invasioni barbariche di dopo l'impero erano poca gente. I Longobardi non erano più di ottantamila e furono assorbiti; dopo cinquant'anni parlavano latino. Gli Arabi di Sicilia non lasciarono tracce. Ora senza risalire alle origini, ai Liguri, e a cinque o seimila anni prima di Cristo, ci limitiamo a dire che da almeno millecinquecento anni le nostre genti si sono riprodotte fra di loro, ragione per cui la loro razza è pura soprattutto nella campagna.
Naturalmente quando un popolo prende coscienza della propria razza la prende nel confronto di tutte le razze, non di una sola. Noi ne avevamo presa coscienza solamente nei confronti dei Camiti, cioè degli africani.
La mancanza di una solida coscienza razziale, ha avuto conseguenze molto gravi. E” stata una delle
cause della rivolta degli Amara. Gli Amara non avevano nessuna volontà di ribellarsi al dominio
italiano, nessun interesse a farlo. Lo prova il fatto che durante l'impresa etiopica, cinquemila adunati
accolsero il camerata Starace, quando egli scese dall'aeroplano, con manifestazioni di obbedienza e
di entusiasmo. Ma quando hanno visto gli italiani che andavano più stracciati di loro, che vivevano
nei tukul, che rapivano le loro donne, ecc. hanno detto: “Questa non è la razza che porta la civiltà”.
E siccome gli Amara sono la razza più aristocratica dell'Etiopia, si sono ribellati. Queste cose
probabilmente i cattolici non le sanno, ma noi le sappiamo. Ecco perché le leggi razziali dell'impero
saranno rigorosamente osservate e tutti quelli che peccano contro di esse, saranno espulsi, puniti,
imprigionati (applausi lunghissimi). Perché l'impero si conservi e si sviluppi nell'ordine bisogna che gli indigeni abbiano nettissimo, predominante e continuo, il concetto della nostra superiore civiltà.
Vengo al problema ebraico. Bisogna reagire contro il pietismo del povero ebreo: Che colpa ha? Che
cosa ha fatto di male? Sono qui da tre secoli, da cinque secoli, da dieci secoli... Con questi sistemi
non si affronta mai un problema di carattere generale. Il problema di carattere generale lo si pone in
queste linee: che l'ebreo è il popolo più razzista dell'universo. E' meraviglioso come si è conservato
puro attraverso i secoli, poiché la religione coincide con la razza e la razza con la religione. Non si è
mai lasciato assimilare. Perché, come si legge nel suo giornale italiano, “israel”, è una razza di
profeti e una razza di sacerdoti (si ride), un popolo di sacerdoti... (si ride). Ora fra noi e loro ci sono
delle differenze incolmabili. Se voi prendete il libro di Kadmi Cohen, troverete che vi e scritto: “E
impossibile che fra noi semiti e gli ariani ci sia mai un punto di congiunzione e di comprensione,
perché noi siamo gli uomini della sabbia, voi siete gli uomini della roccia; noi gli uomini della
tenda, voi della città. Voi gli uomini dello Stato, noi non abbiamo nella nostra lingua una parola che
significhi Stato. Siamo rimasti la tribù... Ora non v'è dubbio che l'ebraismo mondiale e stato contro il fascismo, non v'è dubbio che durante le sanzioni tutte le manovre antiitaliane furono volute e
organizzate dagli ebrei. Non v'è dubbio che nel 1924 i manifesti antifascisti erano costellati di nomi
ebrei, non v'è dubbio che erano non quarantatremila, ma settantamila. E a tutti coloro che hanno il
cuore dolce, troppo dolce e si commuovono occorre domandare: signori, quale sarebbe la sorte,
quali spazi sarebbero riservati a settantamila cristiani in una tribù (poi: comunità) di quarantaquattro
milioni di ebrei? (acclamazioni altissime e prolungate).

NOTIZIE DALL'AMIATA (parte)
Son troppo strette le strade, gli asini neri
che zoccolano infila danno scintille,
Dal picco nascosto rispondono vampate di magnesio.
Oh il gocciolio che Scende a rilento
dalle casupole buie, il tempo fallo acqua,
il lungo colloquio coi poveri morti, la cenere, il vento,
il vento che tarda, la morte, la morte che vive!
-Eugenio Ungaretti-
[I versi sono tratti dalla raccolta “Le occasioni" del l939.
Ungaretti, Direttore del Gabinetto Viesseux di Firenze,
nel 1938 fu privato dell'incarico perché non iscritto al Partito fascista.]

VEDI:
AI POLITICI TRAFFICANTI DI ARMI BIS
-Renzo Mazzetti
(Lunedì 3 Agosto 2026 h.06,38)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.


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