LEONE X
LEONE X
(Ricordo da un racconto di “Abbaio”)
Nella rubrica domenicale dedicata ai Santi Padre, “il verso del cane” riportava alcuni cenni su papa Leone X. Godiamoci il papato poiché Dio ce l’ha dato, egli diceva a suo fratello Giuliano. Infatti la vita di quel papa fu grandiosa e piena di feste mascherate carnevalesche in cui si mescolavano paganesimo e cristianesimo, spettacoli di mitologia antica, storie romane con magnifiche scene, processioni con rappresentazioni della passione al Colosseo, classiche recite in Campidoglio, cavalcate di cardinali, discorsi nell’anniversario della fondazione di Roma, cerimonie di ingressi di principi e di ambasciatori, con comitive numerose e cortei quando il papa usciva per le sue cacce a Magliana, a Palo, a Viterbo con i falchi in pugno, traendosi dietro mute di cani, pesanti bagagli e turbe di servi e il seguito di cardinali, di oratori stranieri, l’allegro sciame di poeti e una caterva di baroni con un chiasso da sembrare una compagnia di baccanti. Il giovane pontefice sereno e beato osservava e godeva seduto sul trono la vita gaia e spassosa che gli brulicava attorno. Egli era un mondano elegante, un esteta, ma i suoi costumi erano moralmente irreprensibili. Il regno di Leone X fu, per così dire, un dilettantismo da ghiotto buongustaio, non di persona geniale, intelligente ed illuminata.
-Renzo Mazzetti- (Domenica 22 Marzo 2026 h.15,43)
COSTITUZIONE VECCHIA MODERNA DA ATTUARE
-Raccolta di poesie di Renzo Mazzetti-
(Lunedì 23 Febbraio 2026 h.07,59)
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