INTELLIGENZA LAICA
INTELLIGENZA LAICA
(Ricordo da un racconto di “Abbaio”)
Nella pagina domenicale di “Il verso del cane” era riportato un'interessante squarcio del libro di Davide Lajolo dal titolo “Poesia come pane”; con quel titolo si alludeva a un’immagine di poesia concreta, senza miti, a una poesia che nasceva e traeva la propria ragione di essere dal contatto vivo con le persone e con la realtà, e che, metaforicamente, come il pane doveva essere consumata. A tal tipo di poesia si ispirò anche il libro del Sanminiatese Bicefalo con “Il Bicefalo e le dimenticanze tra le righe”. Davide Lajolo scriveva del giorno che partì da Milano verso il Friuli e Trieste con Salvatore Quasimodo, con un angelo biondo che s’incantava ingenuamente nei suoi occhi di siculo conquistatore di donne a tutti i costi, e una donna bruna alla quale Quasimodo aveva dedicato e consegnato il manoscritto della poesia “Alla nuova luna”, quella per il primo volo spaziale dell’uomo con intelligenza laica, poesia che aveva suscitato tanti clamori. Il poeta modifica il mondo con la sua verità e libertà. Un poeta è tale quando non rinuncia alla sua presenza in una data terra, in un tempo esatto, definito anche politicamente. Sì, diceva Quasimodo, io scrivo anche le epigrafi per le vittime di Marzabotto e per i caduti partigiani di Valenza, io dialogo con i fratelli Cervi. Avevamo la gola e gli occhi pieni. Eppure si combatteva anche commuovendosi, mordendosi le labbra per non sciupare la nostra tenerezza.
-Renzo Mazzetti- (Domenica 8 Febbraio 2026 h.13,36)
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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