SECOLO PASSATO FUTURO

 SECOLO PASSATO FUTURO

(Ricordo da un racconto di “Abbaio”)

Nella pagina del tempo senza tempo “Il verso del cane” riportava una significativa epigrafe. Era l’inizio del nuovo secolo che fu salutato in ogni parte del mondo come l’ingresso in un’epoca di progresso, di più spedito cammino sulla strada della civiltà. Al nuovo secolo guardarono con rinnovate speranze anche le masse operaie, i lavoratori, gli sfruttati, che dalle loro lotte si auguravano nuovi successi sulla via dell’emancipazione. Così in Italia, a segnare nel marmo queste speranze, a eternare lo stato d’animo col quale il Millenovecento veniva cominciato dai lavoratori italiani, Andrea Costa dettava l’epigrafe che avrebbe dovuto essere inaugurata allo scoccare della mezzanotte tra il 31 Dicembre 1900 e il 1 Gennaio 1901, sul palazzo municipale di Imola. Ma il prefetto di Bologna proibì la manifestazione, come sediziosa, ispirata alla lotta di classe: così la lapide poté essere finalmente apposta nella sede stabilita solo qualche anno dopo. Lapide: “31 Dicembre 1900 - 1 Gennaio 1901 - E’ l’alba del secolo nuovo - gettate fiori a piene mani - Lavoratori pensatori uomini - se il secolo che muore vide la unità e la indipendenza delle Patrie - il secolo che nasce ne vedrà la Federazione - se i conati di emancipazione delle classi lavoratrici - dal 1830 al 1871 - spietatamente nel sangue furono soffocati - la prossima generazione ne vedrà il trionfo - se la donna soggiacque ancora all’obbrobrio secolare - se il fanciullo non ebbe né pane né educazione - se il vecchio non trovò tetto e riposo - provvedi o novo secolo alla redenzione della donna - alla protezione del fanciullo - alla tutela del vecchio - se la Internazionale parve utopia cammina o secolo e sarà realtà - avanti cittadini - quand’anco i fiori dovessero al suolo cadere in De Profundis – avanti - lanciamo al secolo il nostro core vivo e pensando lavorando combattendo amando forti del fato storico che ne sospinge - dalla scienza illuminati - diamo oh! Diamo a tutti i figli delli uomini - lavoro libertà giustizia pace!”.

-Renzo Mazzetti- (Mercoledì 31 Dicembre 2025 h.13,36)



DISTRUGGI TUTTE LE ARMI
Se la tua aspirazione prioritaria
è un mondo di pace e di fratellanza,
se desideri veramente la pace
dentro ogni popolo e tra tutti i popoli,
prepara tutto, punto per punto, tutto per la pace.
Se il tuo primo pensiero irrinunciabile
si rivolge alla giustizia e all'uguaglianza,
all'amore per tutti gli esseri viventi
contro ogni tipo di sfruttamento e di prevaricazione,
se desideri veramente la pace, distruggi tutte le armi.
-Renzo Mazzetti- (Lunedì 24 Marzo 2014)


categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.



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