TASSE SULLA MISERIA

TASSE SULLA MISERIA

(Ricordo da un racconto di “Abbaio”)

La pagina economica de “Il verso del cane” riportava un’approfondita analisi sull’ingiustizia governativa in tema di tasse e si evidenziava che i mali italiani avevano lontane origini. A tal proposito riportava di Giovanni Giolitti alcuni significativi passaggi: Il paese è ammalato politicamente e moralmente, ma la causa più grave di tale malattia è il fatto che le classi dirigenti spesero enormi somme a beneficio proprio quasi esclusivo e vi fecero fronte con imposte, il peso delle quali cadeva in gran parte sulle classi più povere; noi abbiamo un gran numero di imposte sulla miseria: il sale, il lotto, la tassa sul grano, sul petrolio, il dazio di consumo, eccetera, non ne abbiamo una sola che colpisca esclusivamente la ricchezza vera; perfino le tasse sugli affari e le tasse giudiziarie sono progressive a rovescio; quando nel 1893, per stringenti necessità di finanza, io dovetti chiedere alle classi più ricche un lieve sacrificio, sorse da una parte delle medesime una ribellione assai più efficace contro il governo che quella dei poveri contadini siciliani. “Il verso del cane”, dopo aver paragonato quei tempi a quelli contemporanei, metteva in evidenza che i poveri e i lavoratori si lasciano infinocchiare molto più facilmente dei ricchi, dei padroni e degli speculatori che vivono agiatamente e sfruttano gli onesti. Per rendere più chiara la situazione moderna simile a quella antica, “Il verso del cane” proseguiva col pezzo di Giovanni Giolitti relativo al confronto con gli altri paesi: Quando confronto il nostro sistema tributario con quello di tutti i paesi civili, quando osservo le condizioni delle classi rurali in gran parte d’Italia, e le paragono a quelle dei paesi a noi vicini dove i nostri operai si recano a cercare lavoro e dove possono fare confronti molto dolorosi per noi, io resto compreso di ammirazione per la longanimità e la tolleranza delle nostre plebi, e penso con terrore alle conseguenze di un possibile loro risveglio. “Il verso del cane” riportava anche due sentenze del 2011 di Bicefalo: “La povertà è il nutrimento della ricchezza”; “La povertà è un effetto della ricchezza; il capitalismo ne è la causa”. L’articolo terminava annunciando che l’assemblea dei lavoratori de “Il verso del cane” aveva deciso all’unanimità di aderire allo sciopero generale del 12 Dicembre.

-Renzo Mazzetti- (Martedì 18 Novembre 2025 h.12,27)



CANCRO 
(Ricordo da un racconto di Tirella)
Non si cura la malattia se non si conosce la causa.
"LA BOJE
L'Italia l'è malada
Sartori l'è il dutur
Per far guarì l'Italia
Per far guarì l'Italia.
L'Italia l'è malada
Sartori l'è il dutur
Per far guarì l'Italia
Tajem la testa ai sciur".
Bolle, bolle, poi all'improvviso trabocca. Questo gridavano i contadini del Rovigotto durante le lotte. Eugenio Sartori fondò nel 1884 la società di Mutuo Soccorso tra contadini, così come aveva partecipato alla fondazione di quella dei facchini, dei sarti, dei fornai e dei muratori. La canzone ebbe un aggiornamento popolare nel secondo dopoguerra:
"L'Italia l'è malata
Togliatti è il dottor
per far guarir l'Italia
tagliamo la testa ai signor".
Invece la testa se la trovano mozzata i poveri.
-Renzo Mazzetti- (Domenica 1 Luglio 2012 h.0627)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.


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