GENOCIDIO DEI COMUNISTI INDONESIANI

GENOCIDIO DEI COMUNISTI INDONESIANI

(Ricordo da un racconto di "Abbaio")

"Il verso del cane" riportava di un genocidio dimenticato: Era il 30 settembre 1965, e iniziava il massacro dei comunisti indonesiani. Il compagno Sandro Pertini, quando era presidente della Camera, "per non dover stringere la mano a un assassino” disertò il ricevimento in onore del presidente indonesiano Suharto in visita a Roma. Il massacro dei comunisti indonesiani fu il peggior crimine contro l’umanità del XX° secolo. La strategia imperialista è sempre la stessa e si è ripetuta in America Latina, coi sanguinosi golpe argentino e cileno, in Libia e in Siria, dove per rovesciare i regimi in carica si è puntato sui fondamentalismi religiosi e gli odi etnici, proprio come in Indonesia. Il Partito Comunista d'Indonesia (PKI) era il terzo partito comunista più grande del mondo, dopo quelli dell'Unione Sovietica e Cina. Nel dopoguerra il PKI fornì supporto alle posizioni anticolonialiste del presidente Sukarno, pur senza interrompere la propria attività rivoluzionaria e guidando in prima linea le lotte operaie dell'epoca. Sotto la presidenza di Aidit il PKI crebbe rapidamente: passò da 5.000 iscritti nel 1950 fino al milione e mezzo nel 1959. Nel 1955 il PKI ottenne il 16% dei voti e vari seggi all'Assemblea Costituente. Nel marzo 1962 alcuni dirigenti comunisti divennero viceministri del governo di Sukarno. Il 30 settembre 1965 il PKI convocò una grande manifestazione a Giacarta contro la crisi economica e l'enorme inflazione. Nella notte, sei generali furono uccisi e il PKI fu subito accusato degli assassinii. Il Partito respinse le accuse e dichiarò che si trattava di un complotto contro i comunisti. Il 6 ottobre Suharto formò un altro governo e fece arrestare i viceministri comunisti. In ottobre le sedi del PKI furono distrutte e i gruppi islamici di Ansor aiutarono i militari a massacrare i comunisti. Un rapporto della Commissione indonesiana per i diritti dell’uomo (Komnas-Ham) ha riconosciuto, per la prima volta nel 2012, il “crimine contro l’umanità” costituito dalla repressione anticomunista del 1965. Le stime del genocidio dei comunisti indonesiani non scendono mai al di sotto dei 500.000 morti, la più recente valutazione, ripresa da The Act of Killing, varia da 1 a 3 milioni di vittime. Il massacro è stato parte integrante del colpo di Stato di Suharto, finalizzato a liquidare il PC indonesiano (PKI).

-Renzo Mazzetti- (Venerdì 10 Ottobre 2025 h.19,19)



ANTICOMUNISMO
(Ricordo da un racconto di Ariella)
In Italia essere anticomunisti
significa rinnegare le origini della Carta Costituzionale
della Repubblica democratica nata dalla Resistenza.
Un esempio, tra quelli innumerevoli, è Luigi Longo:
Patriota comunista, eroico antifascista,
decorato dal generale americano Mark Clark,
a nome del Presidente degli Stati Uniti,
con la seguente motivazione: "Egli lanciò il grande peso
del potente partito del quale era un dirigente
nella battaglia per la liberazione del suo paese.
Con tutte le sue forze si prodigò
per l'unificazione dei gruppi antifascisti e antitedeschi,
consentendo la formazione di un unico fronte di lotta
contro il comune nemico. Firmato: Henry Truman".
Altro esempio, tra quelli innumerevoli è Umberto Terracini
Presidente dell'Assemblea Costituente, per non parlare
di Antonio Gramsci e di Palmiro Togliatti, eccetera.
Falsificare la storia
equiparando il fascismo al comunismo italiano significa,
non solo falsificare la storia,
ma commettere un crimine politico.
Consiglio di leggere il libro:
Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana”
in cui Zagrebelsky tra altro scrive che
le lettere contengono la voce di uomini e donne,
appartenenti a tutte le età e a ogni classe sociale,
consapevoli del dovere della libertà
e del prezzo ch'essa, in momenti estremi, comporta.
-Renzo Mazzetti- (Lunedì 5 Febbraio 2018 h.06,34)


categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.









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