DISTRUZIONE DELLE COOPERATIVE

DISTRUZIONE DELLE COOPERATIVE

(Meditazione su: Appello contro la violenza fascista (da “La cooperazione italiana” Gennaio 1921).

Una inaudita eruzione di violenza imperversa nelle città d’Italia contro le istituzioni proletarie (persone, giornali, biblioteche del partito, Camere del Lavoro, comuni socialisti) con saccheggi, devastazioni e sangue. Noi che, fermissimi in un programma di difesa proletaria con finalità socialista, fummo sempre avversi ad ogni forma cruenta di lotta, abbiamo bene diritto di protestare indignati contro gli eccessi consumati in questi giorni, che offendono ogni onesta coscienza e disonorano il nostro Paese. Le intemperanze verbali e qualche isolata violenza nelle lotte politiche e sindacali, non possono in alcun modo giustificare il furore della reazione che si scatena alla quale con spaventosa incoscienza sembra applaudire con la sua stampa la borghesia e tenere mano il governo con i “suoi tutori” dell’ordine. Noi ammoniamo la classe dominante e le sue autorità che il gioco è terribilmente pericoloso: la violenza chiama violenza. Si vuole la guerra civile? Non ci stancheremo intanto di ripetere ai lavoratori che sono con noi quello che è stato sempre il nostro pensiero costante: “Salvo il diritto della difesa, della più strenue difesa, contro chi attenta alle vostre istituzioni, tenete i nervi a posto, o compagni”. L’eccesso violento non giova alle cause giuste. Esso può giovare per un momento a chi non ha più niente da perdere. Solo per un momento. Non vi lasciate smuovere dalle insidiose provocazioni. Siate forti di temperanza soprattutto voi che avete in gioco il radioso avvenire, voi che volete vincere e vincerete.

-FINE-



IGNOMINIA
Lo straniero non sapeva tutto
di quei monti e di quelle colline
non sapeva tutto di quelle pianure.
Lo straniero si smarriva
nei labirinti dei centri antichi
non trovava gli sperduti paesini.
Lo straniero non conosceva quel sentiero
ne il sicuro nascondiglio
dove bambini giocarono e ragazzi si uccisero.
Il fascio littorio
Salò e le camicie nere
furono barbarie e distruzione.
Antigone salvò quei neri cadaveri
dalla furia dei perseguitati assassinati
nell'aldilà dove non si perdona.
L'eterna oscurità detenga le spie
e i servitori dei tirarmi dannati
nell'infernale pozzo dei traditori.
Nessun civile perdono sia concesso
al morto non uguale al morto
solo rigoroso ricordo.
Ancora sanguinano innocenti ferite
e cumuli di coscienze tremanti
testimonianze perenni.
-Renzo Mazzetti- (4 Agosto 2009)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.





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