TERRORISMO CONTRO RESISTENZA

TERRORISMO CONTRO RESISTENZA

(Ricordo da un racconto di Rita)

Partire vuol dire morire, lasciare gli occhi belli di Maria, e il prato verde accanto a casa mia, tra i gridi di bambini, e gli occhi che si bagnano di pianto; nell’animo il canto dei Casadei, e ritornavo (chissà perché) nel dopoguerra ancora con tutto da ricostruire; prima fra tutto la passione nella gioiosa sala da ballo della Casa del Popolo. La Resistenza attaccava i soldati, i partigiani erano patrioti che amavano l’Italia. I terroristi sono da sempre stati i soldati che occupavano la terra altrui, distruggevano le abitazioni e assassinavano l’innocente popolazione. Nella storia dell’umanità, quante Maria, quanti gridi di bambini, quanti occhi che si bagnano di pianto, quante case distrutte, quanti civili e quanti bambini assassinati dai soldati dell’esercito occupante? Sempre troppi. L’Italia era come la Palestina con il terrorismo dei soldati stranieri che occupavano questa santa terra mia.

-Renzo Mazzetti- (Sabato 24 Gennaio 2026 h.16,49)


TERRORISMO E COMPORTAMENTO
(Ricordo da un racconto di Pallino)
A noi il terrorismo contro i palestinesi
che provocava migliaia di morti
non suscitava sdegno e sentite condoglianze.
Il terrorismo che uccideva un ebreo
a noi faceva ribrezzo
e subito si esprimevano le nostre sentite condoglianze.
Il terrorismo a noi amico
era giustificato con l’argomentazione
che Israele aveva il diritto di difendersi, e, addirittura,
eravamo talmente amici, amici ciechi, ma, comunque,
complici del genocidio del popolo palestinese.
Il terrorismo nemico del nostro amico
era sempre e subito condannato.
Il nostro comportamento ricordava quello da noi tenuto
nei confronti dei terrorismi italiani.
Inventammo gli “opposti estremismi”
per cui il terrorismo “rosso” veniva condannato,
mentre quello “nero” aveva, aperta o subdola, nostra complicità.
-Renzo Mazzetti- (Domenica 14 Dicembre 2025 h.16,12)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.



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