CARRETTI
NOSTRI
(Ricordo
da un racconto di Therios)
Il
carretto passava e quell'uomo gridava "gelati", al ventuno
del mese i nostri soldi erano già finiti,
cantava
Lucio Battisti in “I
giardini
di Marzo”. Che
anno era?
Che
giorno era?
Erano i tempi non molto lontani del riscatto femminile. Le
nostre
care
streghe
sui
roghi
bruciate erano
tornate. E
noi, giovani
comunisti,
l’amavamo
infuocati. Il
fuoco
criminale tramutato in fuoco di passione e di libero amore. Fuoco
ardente di Rivoluzione.
Tutte
le piazze
ballavano infuocate
e
la gioia della lotta saliva al settimo cielo.
Ah,
le donne al potere. Basta con il maschio violento
e sfruttatore!
Invece le donne al potere furono oscurantiste. In Europa si facevano
chiamare “Alte rappresentanti” però erano bassezze sottostanti
alla maschile
barbarie.
Dalla speranza nell’umanità
rivoluzionaria per la pace e la prosperità, le
donne, una
volta al
potere,
passarono
all’imitazione
del
maschio che
spadroneggiava e
tutto
quel che voleva con la forza militare
conquistava.
-Renzo
Mazzetti- (Sabato 17 Gennaio 2026 h.14,26)
IL
CARRETTO DI ALARICO
(Ricordo da un racconto di Vasco)
“A San Romano c'era la Casa dei
Canottieri
situata a metà salita (tra San
Romano Alto e San Romano Basso,
metà nel Comune di Montopoli in
Val d'Arno
e metà nel Comune di San
Miniato);
vicino, oltre la ferrovia, l'Arno
scorreva verso Marina di Pisa;
la Casa dei Canottieri era la
Casa del Popolo
con l'ambulanza e il volontario
Enzo (operaio conciario)
autista infermiere generico;
c'era il Cinema di Canneto
(operaio calzaturiero)
la sala utilizzata anche per
ballare
con la musica di un quintetto
(Gigi suonava il sassofono).
La Casa del Popolo diventò
quella del Fascio
e da posto gioioso e fraterno,
divenne macabro
per le “convocazioni” e i
pestaggi.
Dopo la Liberazione,
la Casa del Popolo ritornò alle
sue origini:
Musica e balli con tanta
allegria,
cinema con i “Cappelloni” e i
“Pellirossa”
(Tutti simpatizzavano per gli
Indiani).
Poi arrivò il periodo
Democristiano:
Tambroni... Scelba.... la
protesta...
operai assassinati nelle
piazze...
e la Casa del Popolo?
Caserma dei Carabinieri!
Il compagno Alarico,
operaio Piaggio di Pontedera
(famoso per il regalo della
“Vespa” a Stalin),
fece il somaro con un carretto
trasportando quanto più
materiale
e attrezzature possibili in salvo
a Torre Giulia in località
Angelica”.
-Renzo Mazzetti- (29 Aprile 2014)
categoria:
fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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