MUSSOLINI ERA SOCIALISTA

MUSSOLINI ERA SOCIALISTA

(Ricordo a un racconto di Tirella)

Il 7 Giugno, ad Ancona, in un comizio domenicale di protesta avvenne uno dei soliti scontri tra dimostranti e polizia la quale aprì il fuoco: vi furono tre morti e 15 feriti tra i dimostranti. I moti popolari avvenuti tra il 7 e il 14 Giugno del 1914, ricordati con il nome di “Settimana rossa”, furono uno degli episodi più salienti della lotta politica che i lavoratori italiani condussero per difendere la libertà e protestare contro le violenze della polizia. Il governo ricorreva spesso all’uso della forza e delle armi contro inermi masse di manifestanti e di scioperanti. Dopo l’eccidio di Rocca Gorga lo sciopero generale era la giusta risposta alla violenza antioperaia. Mussolini, allora direttore dell’Avanti!, sosteneva lo sciopero generale contro la repressione, la miseria e la guerra. La lotta contro gli eccidi veniva condotta con energia e perseveranza. Ai comizi succedevano i comizi. L’agitazione contro la repressione che era collegata alla lotta contro il bellicismo e la guerra, contro la disoccupazione e l’aggressività padronale, trovava sempre maggiori consensi. Ma i riformisti nel Partito socialista e nel sindacato avevano una sola preoccupazione: tornare alla brutta normalità. Mussolini protestò e parlò di fellonia. Arturo Colombi, nel libro “Pagine di storia del movimento operaio”, definisce Mussolini “Il somaro di Predappio e arruffapopoli” quando riporta che Mussolini, con fiero cipiglio, dichiarava: “No, il movimento insurrezionale non è ancora la giornata storica che ho auspicato da gran tempo”.

-Renzo Mazzetti- (Lunedì 1 Dicembre 2025 h.08,02)


IL SOMARO DI PREDAPPIO
(Ricordo da un racconto di Bicefalo)
La storia del movimento operaio è cronaca attuale.
I politici guerrafondai della ribalta quotidiana
sono gli antichi guerrafondai contro i popoli e contro i lavoratori.
Guerra ieri, guerra oggi.
Attuale e sempre valido lo sciopero generale.
Sempre presente l’ingiustizia e la miseria,
superstizione religiosa e sociale, servilismo verso il padrone,
l’ammirazione verso i ricchi, il timore verso i potenti.
Calpestate la giustizia, la libertà, la fratellanza,
l’eguaglianza, la moralità.
Il sindacato che difende i lavoratori
viene trattato da eversivo.
Il Partito Socialista era contro la guerra e per la neutralità.
Mussolini, direttore di ”Avanti!”,
che era stato uno dei sostenitori più autorevoli
della neutralità assoluta, passava all’interventismo filo-intesista;
il 15 novembre 1914 diceva che se l’Italia rimarrà assente,
sarà ancora la terra dei morti, la terra dei vili.
Con denaro francese, Mussolini fondava “Il popolo d’Italia”
dalle cui colonne iniziava una forsennata campagna
per l’intervento al fianco dell’Intesa; tra le altre cose scriveva:
Il mio grido augurale, è una parola paurosa e fascinatrice: guerra!
e viene espulso dal Partito Socialista.
-Renzo Mazzetti- (Sabato 15 Novembre 2025 h.12,30)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.




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