OGGI COME IERI (SALARI E STIPENDI)

OGGI COME IERI (SALARI E STIPENDI)

(Ricordo da un racconto di Maya)

Tutti i salari e gli stipendi degli operai e degli impiegati delle aziende private hanno subito una riduzione variante dal 7 al 10 per cento. I giornali hanno avuto l'ordine di non parlare del provvedimento. Il fascismo cercava di far credere che la riduzione dei salari era stata preceduta da una riduzione equivalente del costo della vita. Ma l'esame dei bollettini dei prezzi al minuto rivelava che le riduzioni erano insignificanti. Per esempio il pane e il riso erano diminuiti del 3 per cento, la pasta del 2 per cento, lo zucchero e il caffè dell'uno per cento con insignificanti variazioni da città a città ma sempre molto al di sotto del 7 per cento della riduzione subita dalle retribuzioni. Il fascismo, con la scusa della deflazione, aveva imposto un ennesimo salasso alla masse operaie. Eravamo entrati nell'era corporativa. La riduzione di salari e stipendi fu estesa anche agli impiegati dello Stato. I lavoratori italiani risultarono i meno pagati fra quelli di tutta Europa. Nel 1927 il debito pubblico era aumentato di 26 miliardi di lire, e se si aggiungevano i 37 miliardi di lire per pagamenti differiti si rilevava che in 7 anni il fascismo aveva raddoppiato il debito.

-Renzo Mazzetti- (Mercoledì 22 Ottobre 2025 h.20,55)


IERI E OGGI
(Ricordo da un racconto di Vasco)
La conoscenza del passato è la chiave per capire il presente.
La storia indaga il passato, ma questo passato è la storia del presente.
Gli avvenimenti passati non possono essere separati dal presente vivo
senza perdere il loro significato.
La storia economica è più importante di quella politica;
non considera il sorgere e il cadere di un capo politico,
ma lo svilupparsi dell'umanità e della libertà in rapporto alle occupazioni
e i valori connessi con il guadagnarsi la vita.
Dobbiamo tener conto della storia del lavoro,
delle condizioni dell'uso del suolo, dell'aria, delle foreste, delle miniere, dei mari,
della coltivazione e allevamento dei semi e degli animali,
della fabbricazione e distribuzione.
I grandi che hanno fatto progredire l'umanità non sono i politici,
i generali o i diplomatici, ma gli scopritori scientifici e gli inventori,
che hanno messo in mano alle persone
gli strumenti di un'esperienza controllata e in sviluppo,
e gli artisti ed i poeti che in una lingua che, sia essa pittorica, plastica o scritta,
ha reso il loro intendimento universalmente accessibile agli altri.
La conoscenza di questa storia aiuta a creare una coscienza sociale
e ricavarne una risorsa morale permanente e costruttiva.
-Renzo Mazzetti- (Martedì 5 Aprile 2016 h.16,21)


categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.




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