'E BBOMME
'E BBOMME
(Meditazione sulla poesia: " 'E bbomme " di Gabriele Sellitti, vincitore del III Premio Nazionale "Cattolica")
"Dicitincell' a sta cumpagna vosta...", piagnucolava il garzone del barbiere; e pizzicava le corde della chitarra, schiacciando l'occhio alla figlia della dolciera... Ma cos'è questo frastuono? Rumore... è forte... Come di migliaia e migliaia di mosconi... E dalla terrazza del secondo piano, bianca come una prora di bastimento, con le camicie le lenzuola i fazzoletti che sbattono si gonfiano tremano come vele, Carmelina che grida: -I bombardieri!...Vedi correre la gente per la via... Carrettini gettati nei cortili, catenacci, saracinesche, serrature che chiudono saloni e magazzini... Vecchi, ragazzi... è tutta una confusione... -Andiamo...- Corriamo alla cantina di Don Pasquale... -Alla cantina di Don Pasquale!...- Maria, hai preso con te la borsa? -Piccola, vieni, dammi la mano... No, bella di mamma, lasciala la bambola... Sì, sotto l'arco di porta... No, non muore, vieni, fa presto, lasciala lì, lasciala lì, non muore!...- Giovannino, Michele, portate sulle braccia la nonna!... -Alla cantina di Don Pasquale!... -Alla cantina di Don Pasquale!... Cavalli che s'impennano, cocomeri schiacciati, quante sportine di pesce calpestate...
Ora nella strada non c'è più nessuno; c'è rimasta soltanto una scarpetta di bimbo, un bastone spezzato, un violino. Sarà di Gigino, il cieco che sta sempre nell'angolo della via...
Una vecchietta uscita di corsa dalla cantina: -Scendi, Michele, gettano le bombe, scappa!... Possono ucciderti, scappa! Michele, Michele!... Con la camicia aperta sul petto, con le braccia aperte, si affaccia un giovane al balcone che dà sul caffè di Don Ciccio Stella e con voce da oratore di comizio: -Uccidono Michele? Mamma, e perché? Si uccidono i ladri, i delinquenti che scappano per non finire in galera e pagare la pena!... -Ti uccidono, Michele!... Fa presto, scappa... -Ed a chi ho fatto del male, io, per dover scappare? Nessuno può uccidermi, mamma! Nessuno? Vi pare? Dite anche voi, popolo di Toledo. Non ha fatto niente di male, Micheluccio. Popolo tutto dei vicoli di Toledo! chi vi parla ha studiato, sta scritto in tutti i libri di legge, è codice penale che per nessuna ragione un uomo ha il diritto di uccidere un altro uomo!... Non abbiate paura! Non scappate, mia madre ha voglia di scherzare... Non le date retta!
Un terremoto di bombe... Mille diavoli impazziti suonano tamburi! Trema la terra... Lampi, urli, preghiere... Piovono i vetri e le rose dalle finestre, i cornicioni. Fontane pazze sprizzano specchi di armadi inginocchiati; su un marciapiedi c'è acqua che bolle; sedie scassate, materassi di lana, volano ferri, schizzano balconi; case ubriache che fanno sì e no per un momento, si sforzano di stare ancora un poco in piedi; cadono "di faccia a terra", "sfrantumandosi". Dov'è la camera da pranzo? il lampadario? la culla? il termometro? il seggiolone? le pantofole? la trottola? le statuine del presepe? Non sono che pietre... polvere e pietre... Come un vitello che, al macello, una coltellata fra testa e collo uccide e si piega sui ginocchi, crollò il palazzo!...
A pancia in aria, tutto insanguinato, un cavallo da carrozza è immoto... Soffia sulle pietre l'ultimo respiro... Si guarda le piaghe e pensa allo scudiscio... E ricorda gli uomini che lo hanno battuto a sangue ed ora si sono uccisi...
- F I N E -
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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