IGNORANZA AL POTERE

IGNORANZA AL POTERE

(Ricordo da un racconto di Tirella)

L'umanesimo e il Rinascimento in Italia sono stati regressivi, mentre nel resto d'Europa il movimento culminò negli Stati nazionali e poi nell'espressione mondiale della Francia, dell'Inghilterra, del Portogallo. In Italia ogni repubblica o principato allargò soltanto territorialmente le zone dei suoi interessi e le mancò, come era mancata alla borghesia comunale, la capacità a formarsi in classe indipendente e autonoma, per l'incapacità di subordinare gli interessi personali e immediati a programmi di vasta portata d'interesse generale. Così anche il Concordato del passato e quello contemporaneo sono regressivi per il riconoscimento pubblico a una casta di cittadini dello stesso Stato di determinati privilegi politici e economici. Il carattere etico di uno Stato è definito dalle sue leggi, dalla giustizia libera autonoma indipendente. L'Italia ancora non ha raggiunto la libertà di essere, in concreto, uno Stato unitario, perché di fatto nel suo seno esiste una scissione molto grave dove lo Stato è nello stesso tempo due cose: quello delle leggi scritte e applicate e quello delle coscienze illuminate che non riconoscono quelle leggi come efficienti a livello morale culturale economico per i privilegi politici e per le ingenti somme di denaro elargite alla religione dominante.

-Renzo Mazzetti- (Giovedì 7 Agosto 2025 h.12,40)



IGNORANZA CRIMINALE
(Ricordo da un racconto di Vasco)
Della bomba atomica non posso dire
che sia un'arma terribile di distruzione di massa
perché io non c'ero
quando due bombe atomiche americane
esplosero sul Giappone.
Non posso dire che i campi nazifascisti di sterminio
siano davvero esistiti
perché io non ero ancora nato
e quel che ho visitato
non sono sicuro che servissero a tale scopo.
Così, l'ignoranza criminale,
ancora oggi ha la criminale voce.
Così l'illogica mostruosa argomentazione
prosegue nel suo indifferente e vergognoso pensiero
esprimendo un'altra ignoranza criminale:
al tempo del fascismo io non c'ero
e perciò non so se sarei stato fascista o antifascista.
La storia ammonisce e parla chiaro:
Molti indifferenti di quell'epoca si trovarono massacrati,
perseguitati, assassinati.
Meno male che i nazifascisti persero,
se vincevano,
l'indifferente odierno sarebbe ancora oggi, in ogni caso,
in una situazione disperata a rischio del supremo sacrificio,
perché:
da fascista starebbe con un fucile a sparare agli innocenti
e a sorvegliare i carcerati nei campi di sterminio oppure,
da antifascista,
farebbe il partigiano per liberare la patria vilipesa.
-Renzo Mazzetti- (Mercoledì 8 Maggio 2019 h.06,34)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.



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