RIFORMISTI NON DI SINISTRA

RIFORMISTI NON DI SINISTRA

"Siamo riformisti, non di sinistra. E i cittadini sono prima di tutto cittadini, non si svegliano al mattino dicendo io sono di centrodestra". Lo dice Walter Veltroni in un'intervista al quotidiano spagnolo El Pais per spiegare cos'è il Partito democratico [PD] e quali motivi lo hanno spinto a correre ibero, cioè senza avere più dalla stessa parte la sinistra radicale. E' una frase, però, che inevitabilmente ha delle ricadute nella campagna elettorale e provoca soprattutto la reazione di chi quello schieramento che va da Rifondazione al Pdci, ai Verdi a Sd guida come candidato premier: Fausto Bertinotti, che continua a mantenere il low profile nel confronto con gli alleati di poche settimane fa. Aveva detto che non voleva una corsa al 13 aprile [2008] contrassegnata dal "fratelli coltelli" e non cambia linea. Ma stavolta prende la palla al balzo: "Veltroni? E' reo confesso, se veramente ha detto quella frase a El Pais". Nel colloquio con il quotidiano spagnolo Veltroni racconta alcuni passaggi della sua campagna elettorale. A chi gli fa notare che, in giro per l'Italia, evita di pronunciare la parola "sinistra" e che la sinistra radicale si sente abbandonata per la sua decisione di correre da solo, dice: "Con loro abbiamo chiuso l'alleanza perché c'erano differenze abissali in molti campi. Abbiamo avuto il coraggio di dirlo e ora le cose sono molto più chiare".


INDOVINA L'INDOVINELLO:
CHI E' L'AUTORE?
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IL POETA LA DOCENTE E IRINA
(Ricordo da un racconto di Vasco)
La professoressa, anche lei indovina, diceva:
Non c’è bisogno dei massimi sistemi
per analizzare la crisi della sinistra.
Sappiamo benissimo quanto sono importanti le leadership.
La classe dirigente di oggi è povera,
povera dal punto di vista culturale e ideale, parlamentarizzata.
L’opposizione non incalza.
Andrebbe fatta una bella analisi sociale
della trasformazione delle classi dirigenti
tenendo conto anche della loro funzione sociale.
E tenendo conto di come sia cambiato il linguaggio politico
con la presenza massiccia della televisione. Eppoi, più avanti,
proseguiva: Le idee politiche hanno bisogno di tempo per sedimentare.
Se si cambia troppo facilmente si perde l’identità.
Poi, nel Marzo del 2023, nel ricordo da un racconto di Irina:
“Arrivò Occhetto con dubbiosi e miglioristi, bersaglio centrato, autogol.
Un punto a favore per la reazione.
Arrivò Veltroni ego calante, bersaglio centrato, autogol.
Un punto per il maggioritario legge elettorale truffa all'americana.
Arrivò Bersani con privatizzazioni e smantellamento dello Stato,
bersaglio centrato, autogol. Un punto per il liberismo.
Arrivò Renzi rottamatore, bersaglio centrato, autogol. Un punto per la destra.
Arrivò Letta che negava l'evidenza del veleno fascista, bersaglio centrato, autogol.
Sinistra scomparsa.
Arrivò Schlein che abbracciava Bonaccini, bersaglio centrato, autogol.
Sopra il Nazareno apparvero le effigi di Pannella e Mussolini”.
-Renzo Mazzetti- (Domenica 14 Aprile 2024 h.12,46)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.



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