LA BARBARIE DEL RIARMO

LA BARBARIE DEL RIARMO

(Ricordo da un racconto di Tommy detto Tom)

Paul Ginsborg in "Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi", capitolo "Il cambiamento dei valori", citava il sociologo Alessandro Pizzorno che indicava nella strategia dell'attrazione individualista il perché del consenso ottenuto dalla classe dominante presso i ceti medi. Essi, attratti dal consumismo e dalla possibilità dell'avanzamento individuale, erano diventati i fautori di un moderato e democratico status quo. Quel consenso tra i ceti medi avvelenò l'intera società. I valori tradizionali della famiglia si sposarono con quelli della democrazia parlamentare e il consumismo capitalista. La classe operaia, per il suicidio del Partito comunista italiano, divenne invisibile e derisa, gli studenti coscienziosi furono bastonati. La metà (poco più, poco meno) degli aventi diritto al voto si sentì abbandonata e disertò le elezioni. Lo status quo si trasformò in retrograda conservazione reazionaria. Di fatto, nel 2025, il consumismo capitalista certificava il suo totale fallimento civile e affidava alla guerra militare e commerciale non solo la risoluzione delle controversie tra nazioni, ma, per l'illusoria ripresa economica dell'Occidente europeo, azzardava (addirittura!) a impegnare ingenti somme nella barbarie del riarmo. Alla catastrofe finanziaria si aggiungeva la catastrofe umanitaria e ambientale. Unica possibilità di avviare una certa forma di benessere con convivenza civile era la rinascita della fede politica con la partecipazione di massa.

-Renzo Mazzetti- (Mercoledì 26 Marzo 2025 h.14,23)



INFORMARE
(Ricordo da un racconto di Ariella)
Trasmettere notizie era un potere potentissimo.
La notizia fotografata e pubblicata tradotta con parole scritte.
La notizia strumentalizzata e pubblicata stravolta dall'opinione personale.
La notizia evidenziata nella parte ritenuta utile
e pubblicata con una compagna propagandistica per promuovere desiderata.
La classe dirigente aveva abdicato ma continuava a vivere con privilegio.
La politica aveva perduto la capacità di analizzare la realtà
e costruire un programma complessivo
con l'obiettivo di superare l'involuzione del sistema.
L'unica organizzazione che funzionava era quella della finanza,
della tutela dell'interesse del denaro fine a se stesso.
Difatti la ricchezza diventava sempre più ricca, ma, estremamente selettiva,
inumana, ne usufruiva un numero sempre più ristretto di persone.
Il fallimento della poliarchia
era evidenziato dagli appelli all'uomo della provvidenza figlio del portafoglio.
La politica senza ideali, infantilità piangente in cerca di tutore.
-Renzo Mazzetti- (Lunedì 18 Luglio 2022 h.10,54)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.

ZUCCHERO:
"PARTIGIANO REGGIANO" Eccetera.




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