LA PORTA MILITARE NON E' SANTA
LA PORTA MILITARE NON E' SANTA
(Ricordo da un racconto di Irina)
Ritornati alla comunità primitiva tenuta insieme da legami di parentela, il credo religioso verso il dominante era fondamentale per sostenere, anche con rapporti irreali e inumani con il Cielo, lo sfruttamento e l'eccidio dei più deboli. Nel XXI° Secolo l'umanità fu ricacciata nella mentalità da caverna-caserma in cui l'arma prendeva il sopravvento e assassinava comprensione e dialogo. Il moderno ritornato selvaggio distruggeva il mondo e se stesso. La porta santa, per affermare con più forza l'esigenza della pace, doveva negare l'assoluzione per le divise militari. In Vaticano le divise militari, pur senza armi schierate, ricordarono le famigerate benedizioni che, dalle Crociate ai giorni nostri, sostenevano guerre e le missioni di pace che bombardarono popoli che non la pensavano come i nostri governanti volevano. La coesistenza pacifica non si conquista con i soldati né con le armi. La mentalità del soldato, se pur momentaneamente disarmato, è sempre la mentalità del soldato addestrato per uccidere. Superare eserciti e armi e, nel contempo, sviluppare la civile paziente comprensione delle ragioni dei popoli è fattore indispensabile per la costruzione di un mondo di pace e fratellanza. La porta militare non è santa.
-Renzo Mazzetti- (Lunedì 10 Febbraio 2025 h.16,00)
(Ricordo da un racconto di Vasco)
La conoscenza del passato è la chiave per capire il presente.
La storia indaga il passato, ma questo passato è la storia del presente.
Gli avvenimenti passati
non possono essere separati dal presente vivo senza perdere il loro significato.
La storia economica è più importante di quella politica;
non considera il sorgere e il cadere di un capo politico,
ma lo svilupparsi dell'umanità e della libertà
in rapporto alle occupazioni e i valori connessi con il guadagnarsi la vita.
Dobbiamo tener conto della storia del lavoro, delle condizioni dell'uso del suolo,
dell'aria, delle foreste, delle miniere, dei mari, della coltivazione
e allevamento dei semi e degli animali, della fabbricazione e distribuzione.
I grandi che hanno fatto progredire l'umanità
non sono i politici, i generali o i diplomatici,
ma gli scopritori scientifici e gli inventori,
che hanno messo in mano alle persone
gli strumenti di un'esperienza controllata e in sviluppo,
e gli artisti ed i poeti che in una lingua che, sia essa pittorica, plastica o scritta,
ha reso il loro intendimento universalmente accessibile agli altri.
La conoscenza di questa storia aiuta a creare una coscienza sociale
e ricavarne una risorsa morale permanente e costruttiva.
-Renzo Mazzetti- (Martedì 5 Aprile 2016 h.16,21)
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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