GIOIA RIBELLE CONTRO SANZIONI E GUERRE

GIOIA RIBELLE CONTRO SANZIONI E GUERRE

(Ricordo da un racconto di Therios)

La poesia "Sanzioni", del primo febbraio del 2019, recitava: "Scendevi dal treno, uscivi dalla stazione, Firenze salutava romanamente, mostrava il campo di grano, grano e grano dappertutto, tutta l'Italia un grande campo, alle sanzioni la gialla risposta. Le sanzioni non ci liberarono, non sconfissero la dittatura, ma portarono la guerra, la seconda guerra mondiale, la guerra orribile più orribile, inimmaginabile ma più orribile, orribile più orribile di tutte le altre". Concorrenza: già dal 1839 Louis Blanch (che si rifiutò di entrare a Parigi dove si era insediata la Comune Rivoluzionaria) la concorrenza la definiva così: "La concorrenza è un mezzo per assicurare il lavoro? Che cos'è la concorrenza per i lavoratori? E' il lavoro messo all'incanto. Un impresario ha bisogno di un operaio: tre si presentano. Quanto volete per il vostro lavoro? Tre franchi: ho moglie e dei bambini. Bene, e voi? Due franchi e mezzo: non ho figli, ma ho moglie. E voi? Due franchi mi basteranno: sono solo. A te dunque la precedenza. E' fatto: il mercato è concluso. Che accadrà dei due proletari esclusi? Si lasceranno morire di fame, bisogna sperarlo. Ma se diventassero ladri? Non temete: abbiamo dei gendarmi. E assassini? abbiamo il carnefice. Quanto al più fortunato dei tre, il suo trionfo non è che provvisorio. Se arriva un quarto lavoratore, così robusto da digiunare una volta ogni due giorni, la china del ribasso raggiungerà il fondo: nuovo paria, nuova recluta per la galera". Violenza (ricordo da un racconto di Bicefalo del gennaio del 2016: "La persecuzione politica e razziale non stroncò l'unità della nostra comunità. Costituimmo gruppi di resistenza e di assistenza che non riuscirono a salvare la vita di molti. La violenza dell'occupante tedesco e della Repubblica di Salò portarono tanti nei campi di sterminio, altrettanti furono trucidati direttamente nella propria abitazione. In via S. Andrea, luogo come migliaia di altri, la scritta: Accolti a fraterna difesa, in questa casa ospitale di Giuseppe, cittadino stimato e in tempi non tristi pro sindaco di Pisa, il 1° agosto del 1944 insieme assassinati: Dario, Teofilo, Ida, Cesare, Ernesto, Cesira in qualità di ebrei e Giovanna, Alice, Silvia, Emilia, Dante in qualità di cristiani. Inciso sul marmo il ricordo, il monito, l'auspicio di umana fraternità. Fraternità la ritroviamo già, addirittura nel brindisi al banchetto comunista organizzato dal Journal du peuple di Dupoty a Belleville, Parigi nell'anno 1840, in cui il cittadino Théodor Dézamy, redattore del giornale L'égalitaire: All'emancipazione del lavoratore! All'educazione egualitaria! Cittadini! In tre fasi si compendiano tutte le parole che il presente desta e che si disputano l'avvenire: Capitale, lavoro, talento. Affrettiamoci a respingere l'aristocrazia del capitalista, perché ogni proprietà individuale consacra lo sfruttamento del lavoratore da parte dell'ozioso. Respingiamo così con tutte le nostre forze l'aristocrazia del più dotato. In qualunque forma si sviluppi, l'ineguaglianza è una causa inesauribile di miserie e di discordie, un fermento perenne di odi e di rivoluzioni. Porre come fondamento dell'edificio sociale il minimo privilegio, è preparare per l'avvenire una catastrofe inevitabile! Perché mai il capitalista o il più dotato dovrebbero dunque divorare la sostanza comune? Perché questa doppia e rivoltante iniquità, per cui il debole e l'infermo sono in balìa della forza, dell'intrigo e della poltroneria? Perché questa lebbra impura che ammorba tutte le nostre gioie più legittime, tutt'intera la nostra esistenza? Non più monopolisti! Non più privilegiati! Non più oziosi! Non più schiavi! Non più signori! Libertà! Uguaglianza! Fraternità! Ecco cosa costituisce la felicità perfetta! Ecco lo scopo reale dell'umanità! Tutti desideriamo ardentemente giungere a questa meta. Qual è dunque il cammino più breve? Ecco la domanda che ciascuno di noi deve porsi. Cittadini! Il cammino più breve per giungere alla felicità comune è l'educazione egualitaria: Questa è la nostra ferma e sincera convinzione. Perciò non cesseremo di avvicinare e di ripetere queste due potenti formule: All'emancipazione del lavoratore! All'educazione egualitaria! Nel ricordo da un racconto di nonna Teresina: Se tutti i giusti, i vescovi e i capi del mondo meditassero sul nostro Giusti scrittore della filastrocca: “Brindisi di Girella”? L'occasione non farebbe l'uomo ladro ma onesto? La tentazione riuscirebbe a trasformare un giudice in una “torre pendente”? Le occasioni, le tentazioni e i saldi, sarebbero parole uguali per l'offerta e il guadagno dei mercati ogni-opprimenti? E le opinioni pubbliche con i sondaggi e le previsioni dei tempi per i politici di professione contro quelle degli statisti, degli statali, dei pensionati e di tutti i lavoratori del cuore e della mente? Dove manca l'uguaglianza sociale potrebbe vivere la giurisdizione? Ermellino e gufo sarebbero una moderna pelliccia di canonici di collegiata? Care compagne e compagni, amici, ciò che Bruno vi ha dettato sono le problematiche per il compito a casa da svolgere insieme alla prosa della poesia “La gioia”. Mi dispiace di non aver partecipato per l'influenza che non è quella “borghese-piccolo-riformista”. Spero di svolgere personalmente la lezione del prossimo mercoledì. Auguro buon studio con uno stretto abbraccio, Albertino.

-Renzo Mazzetti- (Domenica 2 Febbraio 2025 h.12,42)

VEDI: RUSSI NOSTRI FRATELLI (Venerdì 22 Novembre 2024 h.07,33)


SUDDITANZE (IVA TESTIMONE)
(Ricordo da un racconto di Tommy detto Tom)
L'Italia era una penisola con due grandi isole,
altre isole più piccole, numerose minuscole
ma non meno importanti come, per esempio,
Elba e Ischia, eccetera. Però, terremoto su terremoto
e alluvione su alluvione, l'Italia restava una penisola
(se pur ridotta) ma con tre isole più grandi,
perché falda in contrasto falda, l'Italia,
all'incirca intorno a zona Marche
(ovvero, Mediterraneo Adriatico)
sarebbe stata nettamente recisa, staccata.
Quanti ponti “di Messina”, allora e perciò, costruire?
Costruire non certamente in concreto,
ma nella politica propagandistica di parte egoistica
dispendiosa, per pazzia, per ammaliare,
per allontanare, per soggiogare il popolo.
L'Imposta Valore Aggiunto detta IVA
certificava che su WHISKY l'IVA gravava con il 22%,
percentuale uguale, pensate, percentuale uguale
alla tassa imposta su VINO e ACQUA nostri.
-Renzo Mazzetti- (Lunedì 28 Novembre 2022 h.14,49)


categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.




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